Questa coproduzione affronta il regime di Vichy e il tema del collaborazionismo dal punto di vista di un piccolo opportunista, fervente seguace del maresciallo Pétain. E ci riesce senza cadere nell’accademia, libero dai vincoli spesso insiti nelle ricostruzioni storiche, creando il curioso effetto di un film ambientato nel presente, appassionatamente politico eppure sotto molti aspetti intimo. Soprattutto perché il regista (Generazione low cost) è il pronipote di Henri Marre, protagonista della storia.
Marie Sauvion, Télérama
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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati