Un musicista si siede con dei controller all’interno di una piramide arancione luminosa, mentre la folla si accomoda. La sua musica è un misto di ritmi misteriosi e suoni tailandesi tradizionali. È un evento gratuito che si tiene in un parco nel mezzo di un enorme centro commerciale a Bangkok e l’esibizione è di Yaboihanoi, uno dei tanti artisti locali che lavorano per fondere la musica elettronica con i suoni locali. La Thailandia ha moltissimi stili autoctoni, ma fino a pochi anni fa esibizioni del genere erano abbastanza rare. Di recente, invece, un gruppo di musicisti ha cominciato a mescolare questi stili. Alcuni preferiscono i suoni tradizionali e la musica club sperimentale; altri gravitano verso brani più comici e canzoni per bambini mescolati con house e disco; ci sono poi quelli che guardano al reggae. Yaboihanoi si è concentrato sulla musica tradizionale della Thailandia centrale, usata nelle cerimonie religiose e nei combattimenti di muay thai. Ha registrato loop e melodie con persone del posto, poi ha elaborato il risultato con l’intelligenza artificiale per poterlo sovrapporre ad altri strumenti mantenendone le strutture tonali. “La mia musica si è evoluta oltre la semplice dicotomia tra ciò che è tailandese e ciò che non lo è, per abbracciare le variazioni regionali e il loro legame con la più ampia storia delle migrazioni nel sudest asiatico”. In altre parole, per Yaboihanoi, il concetto di “tailandese” è molto ampio. Mike Steyels, Bandcamp

Yaboihanoi (Dr)

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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati