Il 13 agosto il politico britannico di estrema destra Nigel Farage ha vinto con il 63 per cento dei voti le elezioni suppletive nel suo collegio elettorale, a Clacton-On-Sea, nel sudest del Regno Unito. La consultazione era stata indetta perché Farage si era dimesso dal parlamento dopo essere rimasto coinvolto in un’inchiesta parlamentare per corruzione, e aveva deciso di ricandidarsi per lo stesso seggio che occupava in precedenza.
Il suo principale rivale era Count Binface (Conte Faccia di bidone), alter ego del comico John Harvey, che ha ottenuto più un quarto dei consensi tra gli elettori. Farage aveva presentato la consultazione come una sfida personale all’establishment britannico, ma tutti gli altri partiti hanno rifiutato di partecipare, lasciandolo di fatto a competere solo con candidatati satirici e indipendenti che non avevano alcuna possibilità di vincere.
Farage e la maggior parte dei militanti del suo partito, Reform Uk, non si sono nemmeno presentati alla tradizionale lettura dei risultati. Il partito ha giustificato l’assenza con la necessità di evitare rischio per la sicurezza del leader, ma la polizia dell’Essex (la contea in cui si trova Clacton-On-Sea) ha detto di non aver diffuso alcun allarme.
Nigel Farage, come ricorda il quotidiano spagnolo El País, è il primo candidato ad assentarsi da una proclamazione dei risultati per il parlamento britannico dai tempi dell’attivista dell’Ira Bobby Sands nel 1981, che all’epoca si trovava in carcere e stava facendo lo sciopero della fame. “Non ho alcuna intenzione di salire su un palco, dopo aver ottenuto una vittoria schiacciante, per permettere a dei signor nessuno di mancarmi di rispetto e umiliarmi”, ha dichiarato Farage.
Sotto inchiesta
Di recente la popolarità di Nigel Farage – che nel 2016 è stato uno dei principali artefici della vittoria del leave al referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea – è stata compromessa da alcune accuse di corruzione che secondo gli esperti renderanno più difficile per Reform Uk affermarsi come alternativa credibile al tradizionale bipartitismo britannico.
Un sondaggio dell’organizzazione non profit More in common pubblicato alla vigilia del voto del 13 agosto ha rivelato che, se la contesa si fosse trasferita sulla scena nazionale, Count Binface avrebbe vinto con il 37 per cento dei voti contro il 32 per cento del leader di estrema destra.
Farage aveva indetto le elezioni suppletive in risposta alle polemiche e all’inchiesta su alcune donazioni non dichiarate ricevute da Reform Uk. Secondo le accuse prima delle elezioni del 2024 il partito avrebbe ricevuto milioni di sterline dal miliardario e investitore in criptovalute Christopher Harborne e avrebbe beneficiato di regali e favori da George Cottrell, un aristocratico diventato uno dei più stretti collaboratori di Farage, una persona in passato accusata di frode ed estorsione.
La strategia del leader di Reform UK prevedeva che, una volta ottenuto il consenso degli elettori a Clacton-On-Sea, l’indagine sulle donazioni sarebbe stata archiviata. Tuttavia, il procedimento è stato semplicemente sospeso e riprenderà non appena Farage si siederà di nuovo in parlamento a settembre.
Se il commissario per gli standard parlamentari Daniel Greenberg dovesse concludere che Farage ha violato il codice etico potrebbe imporgli una sospensione minima di dieci giorni, il che aprirebbe automaticamente la possibilità di lasciare vacante il seggio e indire una nuova votazione a Clacton-On-Sea. Il leader di Reform Uk potrebbe candidarsi di nuovo, ma in questo scenario probabilmente i principali partiti si presenterebbero alle elezioni, complicando la sua rielezione.
Nigel Farage, nonostante la vittoria, si trova dunque in un momento di difficoltà. Sia perché il nuovo premier britannico Andy Burnham, che ha preso il posto dei Keir Starmer, gode al momento di un discreto consenso. Sia perché c’è un altro partito ancora più a destra di Reform Uk che è attualmente in ascesa: Restore Britain di Rupert Lowe.
In un articolo pubblicato poco prima del voto a Clacton-On-Sea, il giornalista del Guardian Rafael Behr ha scritto: “Farage si è ritirato nel suo rifugio costiero per concedersi una pausa elettorale, trovando sollievo dall’attenzione dei mezzi d’informazione in un luogo dove può ancora godere dello status incontrastato di uomo del popolo. Ma i suoi sostenitori sono meno di un tempo e non sono mai stati così numerosi come sostiene lui. Se ha raggiunto il limite massimo del suo sostegno nazionale e avverte che parte della sua base sta vacillando sotto di lui, cercherà di consolidarsi attraverso un’ulteriore radicalizzazione. Questo conferirà quindi maggiore urgenza alla coalizione elettorale contraria a Reform Uk”.
“In questo momento Farage si trova in una situazione di stallo”, continuava l’articolo. “Ma solo se gli altri partiti si rifiuteranno di seguirlo anche solo un passo più avanti sulla strada dell’etno-nazionalismo, dove la politica sull’immigrazione degenera in sinistre fantasie d’ingegneria demografica, e decideranno invece di opporre resistenza”.
“I principali partiti britannici avevano validi motivi per astenersi dalle elezioni suppletive del 13 agosto”, ha aggiunto Behr. “A partire dal 14 agosto, però, il compito di contrastare Farage non potrà essere affidato a un uomo con un bidone in testa”.
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