Mussolini a Tbilisi

◆ Ci sono articoli che t’informano e altri che ti costringono a cambiare prospettiva, come fa questo (Internazionale 1671). In un paese dove molti giovani sognano l’Europa come un orizzonte di libertà e futuro, l’Europa è un’aspirazione viva, concreta. E noi, che l’Europa la viviamo ogni giorno, spesso la diamo per scontata. A volte la guardiamo con distacco, a volte con scetticismo. In questo contesto, anche un gesto apparentemente piccolo – come il contributo dell’ambasciata italiana al festival di Tbilisi – diventa qualcosa di più: un segno di vicinanza culturale e umana. Forse vale la pena ricordarsi che l’Europa non è solo un’istituzione. È anche un desiderio. E per alcuni, ancora oggi, un sogno da difendere.
Tiziana Alfonsi

Contro i più deboli

◆ Ho letto l’articolo sulla politica industriale di Pechino (Internazionale 1672). A mio giudizio gli autori non hanno considerato alcuni fattori importanti del dominio economico cinese. Si tratta dell’accesso all’istruzione per tutti, della mobilità sociale che ne consegue e dell’assenza di diritti per i lavoratori. La Cina potrà contare su questo dominio finché non si aprirà alle libertà democratiche e ai diritti civili. La sua logica è sfruttare i lavoratori dentro e fuori dai propri confini. Se si vuole ridurre la pressione della Cina, che non dà spazio di manovra ai paesi più poveri, bisogna fare pressione per una transizione democratica, per quanto possa sembrare impossibile.
Deborah Veraldi

Arte

◆ Volevo esprimere la mia felicità per il ritorno della pagina di Arte nel giornale. Conosco pochissimo l’arte e queste notizie mi incuriosiscono, soprattutto quando sono corredate dalle fotografie, e mi invogliano ad approfondire la conoscenza di alcuni artisti.
Patrizia Digiovinazzo

La brutta favola degli aspiranti imperatori

◆ Questo articolo di Pierre Haski (internazionale.it) spiega bene l’incrocio storico di tre “imperatori” che intendono spartirsi il mondo. Il primo ricorda tanto il capriccioso Nerone, disposto a tutto per soddisfare i suoi capricci. Il secondo, scalando con astuzia la carriera di imperatore, ha deciso di rimettere insieme i pezzi di un ex impero dalle ceneri della storia. Solo il terzo è più furbo: aspetta sornione e con pazienza come un gattone fiducioso di mangiare davanti alla tana dei due topolini ignoranti. E quando arriverà la fine? Cosa avranno ottenuto dopo aver distrutto la terra?
Laura Zainotto

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Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati