Il 5 luglio il rapper dominicano El Alfa si è battezzato con una cerimonia pubblica a Santo Domingo, ufficializzando la sua conversione alla chiesa evangelica. “Chi è vivo e non conosce Dio è semplicemente morto”, ha detto davanti alle telecamere. El Alfa si aggiunge a un gruppo sempre più numeroso di artisti latino­americani che negli ultimi anni hanno condiviso la loro fede. Héctor el Father, star del rap portoricano, nel 2008 ha abbandonato la vita da artista ed è diventato un pastore. Forse il caso più noto è quello di Daddy Yankee, il re del reggaeton, che dopo essersi ritirato dalle scene nel 2022 è riapparso nel 2025 con una missione completamente nuova: diffondere il Vangelo attraverso la musica.

Il suo album Lamento en baile (2025) mescola il reggae­ton classico con cori gospel e testi sulla redenzione. È una tendenza sempre più diffusa nella musica urbana, storicamente perseguitata nei quartieri popolari afroamericani e ispanici degli Stati Uniti (nel caso del rap) o nelle zone più povere di Porto Rico, (dove è nato il reggaeton). quello stile rifletteva l’esplosività di una generazione in crisi e forse è per questo che stupisce vedere le sue figure di riferimento schierarsi dalla parte del potere. Ma la celebrazione della religione e dei suoi simboli capita anche in altri contesti musicali, come nel caso di Rosalía con il suo Lux o di Gwen Stefani, che ha avuto una svolta cristiana ed è arrivata perfino a promuovere un’app di preghiera quotidiana antiabortista. Ana Rojas, El País

El Alfa, Chicago, 2025 (Daniel Boczarski, Getty)

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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati