Centinaia di israeliani, tra cui coloni e militanti di estrema destra, hanno marciato il 19 luglio in direzione del confine con la Striscia di Gaza, per chiedere al governo di ristabilire le colonie ebraiche nel territorio palestinese devastato dalla guerra. Lungo la barriera sono state schierate le forze di sicurezza israeliane, per impedire ai manifestanti di andare oltre. Intanto i bombardamenti israeliani nella Striscia continuano senza sosta. Il 21 luglio la difesa civile di Gaza, un’organizzazione che opera sotto l’autorità di Hamas e interviene in caso di emergenza, ha denunciato l’uccisione di dodici palestinesi, tra cui sei componenti della famiglia Al Masri nella città di Gaza. Il giorno prima Hamas ha annunciato la nomina di Khalil al Hayya come nuovo capo politico. Al Hayya è stato scelto con una votazione dopo quasi due anni di leadership collettiva seguita all’uccisione di Yahya Sinwar, di cui era il vice, nell’ottobre 2024. Ha vinto con un solo voto di scarto su Khaled Meshaal, ex capo politico di Hamas. Secondo **The New Arab ** la sua nomina è qualcosa di molto più importante di una transizione politica di routine e segna un momento in cui il gruppo sta cercando di ricostruire la sua struttura di comando, ridefinire le alleanze regionali, in particolare con l’Iran, e preparare un’incerta realtà postbellica a Gaza.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 21. Compra questo numero | Abbonati