Sameh Abdel Mohsen

Uno studio sul **Journal of Archaeological Science ** suggerisce che la vita delle principesse egizie era più attiva di quanto si pensi. L’analisi delle mummie di sei donne vissute tra il 1850 e il 1700 a.C. ha rivelato modifiche ossee probabilmente dovute all’uso ripetuto di armi e alla pratica del tiro con l’arco. Alcune mostravano anche fratture guarite, segno di attività che comportavano rischi fisici e dell’accesso a medici in grado di riallineare le ossa. Le armi trovate nelle loro tombe ( nella foto ) quindi potrebbero non aver avuto solo un valore simbolico, ma testimoniare abilità realmente praticate in vita.

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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati