Per affrontare le ondate di caldo l’Europa dovrebbe guardare all’Africa, scrivono su Al Jazeera Wole Hammond ed Ellen Davies, due esperti dell’African climate foundation. “Da generazioni le comunità africane convivono con l’aumento delle temperature, piogge irregolari, stress idrici e infrastrutture carenti. E si sono adattate senza i finanziamenti e le coperture assicurative dei paesi ricchi. Ma hanno saputo lo stesso sviluppare dei comportamenti e delle soluzioni che l’Europa potrebbe copiare”. Un esempio sono gli edifici disegnati da architetti come il burkinabè Francis Kéré ( nella foto ), con tetti riflettenti, mura spesse in materiali del posto e ventilazione naturale, che rendono superflua l’aria condizionata. Invece città come Freetown, in Sierra Leone, puntano ad aumentare la loro copertura arborea e a diminuire le superfici asfaltate, finanziandosi con il sistema dei crediti di carbonio. “La cooperazione tra nord e sud deve diventare a doppio senso”, conclude Al Jazeera.
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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 21. Compra questo numero | Abbonati