I cortigiani e i servitori di alcuni faraoni della prima dinastia potrebbero essere stati sacrificati alla morte dei loro sovrani, una pratica osservata anche in altre civiltà antiche, suggerisce uno studio pubblicato su Frontiers in Environmental Archaeology. L’analisi degli scheletri trovati nelle sepolture secondarie che circondano le tombe di due faraoni e una regina nella necropoli di Umm el Qa’ab, in Egitto, ha rivelato fratture craniche non guarite compatibili con traumi letali in 18 casi su 46. La ricerca confermerebbe un’ipotesi formulata dopo la scoperta delle tombe negli anni venti ma che finora non era sostenuta da prove. L’usanza sembrerebbe essere stata abbandonata nella seconda parte della dinastia e sostituita dalla sepoltura di statuette.

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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati