Le Alpi si estendono per quasi 1.200 chilometri, attraversano otto paesi e ospitano circa quindici milioni di persone. Nel corso dei secoli gli esseri umani le hanno esplorate, studiate e trasformate, lasciandovi un segno sempre più profondo. La loro inaccessibilità, un tempo considerata un tratto distintivo, è venuta meno a partire dal dopoguerra, quando la crescita dei consumi e la costruzione di nuove infrastrutture hanno aperto le valli a un modello di sviluppo di massa.
Accanto alle attività agricole e industriali sono stati costruiti impianti turistici, strade e strutture ricettive che hanno dato vita a un territorio complesso, in cui natura e intervento umano convivono, ma non sempre in equilibrio. Oggi le Alpi sono una delle principali destinazioni del turismo montano mondiale.
Secondo il fotografo Francesco Merlini, che dal 2018 porta avanti il progetto Against the representation of Alps, nonostante i mutamenti il territorio alpino continua a essere un luogo idealizzato. “Da tempo le Alpi sono raccontate attraverso immagini che ne hanno esaltato la natura incontaminata lasciando in secondo piano le trasformazioni che hanno subìto. Queste rappresentazioni, spesso legate alla promozione turistica, restituiscono una visione rassicurante ma parziale, che rischia di nascondere la realtà più autentica di questi luoghi”, spiega.
Le immagini di Merlini, in bianco e nero e a colori, alternano vedute ampie e inquadrature più ravvicinate, soffermandosi sulle tracce dell’intervento umano. Il formato verticale contribuisce a isolare porzioni del territorio e a evidenziarne forme e dettagli, mentre la presenza umana rimane marginale. È un’estetica lontana da quella delle cartoline e dalle immagini diffuse sui social media, che si concentrano soprattutto sugli scenari spettacolari.
Con il suo lavoro, ancora in corso, Merlini vuole costruire un nuovo linguaggio visivo, capace di tenere insieme bellezza, ambiguità e contraddizioni, senza però rinunciare al fascino di queste montagne: “È possibile creare nuovi costrutti visuali per comprendere meglio il presente e leggere con maggiore cognizione il futuro delle Alpi?”, si chiede. ◆
Francesco Merlini (Aosta, 1986) è un fotografo italiano che vive a Milano.
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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 66. Compra questo numero | Abbonati