Le Alpi si estendono per quasi 1.200 chilometri, attraversano otto paesi e ospitano circa quindici milioni di persone. Nel corso dei secoli gli esseri umani le hanno esplorate, studiate e trasformate, lasciandovi un segno sempre più profondo. La loro inaccessibilità, un tempo considerata un tratto distintivo, è venuta meno a partire dal dopoguerra, quando la crescita dei consumi e la costruzione di nuove infrastrutture hanno aperto le valli a un modello di sviluppo di massa.

Accanto alle attività agricole e industriali sono stati costruiti impianti turistici, strade e strutture ricettive che hanno dato vita a un territorio complesso, in cui natura e intervento umano convivono, ma non sempre in equilibrio. Oggi le Alpi sono una delle principali destinazioni del turismo montano mondiale.

Barriere fermaneve a Tovière, Francia, 2024.

Secondo il fotografo Francesco Merlini, che dal 2018 porta avanti il progetto Against the representation of Alps, nonostante i mutamenti il territorio alpino continua a essere un luogo idealizzato. “Da tempo le Alpi sono raccontate attraverso immagini che ne hanno esaltato la natura incontaminata lasciando in secondo piano le trasformazioni che hanno subìto. Queste rappresentazioni, spesso legate alla promozione turistica, restituiscono una visione rassicurante ma parziale, che rischia di nascondere la realtà più autentica di questi luoghi”, spiega.

Tatuaggi sulla schiena della riproduzione di Ötzi, un uomo vissuto tra il 3350 e il 3105 avanti Cristo, al Museo archeologico dell’Alto Adige, Bolzano, Italia, 2022.

Le immagini di Merlini, in bianco e nero e a colori, alternano vedute ampie e inquadrature più ravvicinate, soffermandosi sulle tracce dell’intervento umano. Il formato verticale contribuisce a isolare porzioni del territorio e a evidenziarne forme e dettagli, mentre la presenza umana rimane marginale. È un’estetica lontana da quella delle cartoline e dalle immagini diffuse sui social media, che si concentrano soprattutto sugli scenari spettacolari.

Un complesso residenziale costruito negli anni ottanta a Madesimo, Italia, 2025.

Con il suo lavoro, ancora in corso, Merlini vuole costruire un nuovo linguaggio visivo, capace di tenere insieme bellezza, ambiguità e contraddizioni, senza però rinunciare al fascino di queste montagne: “È possibile creare nuovi costrutti visuali per comprendere meglio il presente e leggere con maggiore cognizione il futuro delle Alpi?”, si chiede. ◆

Un pedalò con alcuni turisti nel lago Moro, Italia, 2023.
Due asini riposano sotto la strada statale che attraversa la Valtellina in direzione di Sondrio, Italia, 2026.
Lago Azzurro, Italia, 2025. È un piccolo bacino alpino alimentato da sorgenti sotterranee, senza immissari né emissari visibili. Si riempie in primavera e si svuota ciclicamente. È diventato famoso grazie a una poesia scritta da Giosuè Carducci nel 1888.
Lungo la strada del passo della Furka, in Svizzera, 2025. L’hotel diventò famoso dopo essere apparso nel film di James Bond Agente 007. Missione Goldfinger del 1964. Nella seconda metà del novecento chiuse per la prima volta. Acquistato dalla famiglia Carlen nel 1988, fu restaurato e riaperto nel 1990, ma dal 2015 è di nuovo chiuso.
Un parco giochi a Breuil, Cervinia, Italia, 2021.
Crani di animali selvatici tipici delle Alpi appesi alla parete esterna di una stalla per bovini a San Vigilio di Marebbe, Italia, 2025.
Brusson, Italia, 2024.
Passo del San Gottardo, Svizzera, 2025.

Francesco Merlini (Aosta, 1986) è un fotografo italiano che vive a Milano.

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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 66. Compra questo numero | Abbonati