Cultura Libri
Un giorno qualunque
192 pagine, 17 euro

Un giorno qualunque condensa nelle sue storie uno sguardo sulla vita ordinaria. Questa raccolta di racconti traccia la storia di quella che potrebbe essere l’autobiografia dell’autrice. Cominciano con il punto di vista di un bambino su amici e vicini, che però nascondono qualche segreto, qualche difetto, un tocco di follia e di esagerazione, che il narratore bambino non riesce a spiegare. Diventato adolescente racconta la violenza nascosta attraverso i racconti delle rivalità con i suoi amici. Una studente argentina vive a Buenos Aires con persone stravaganti e odiose, finché non decide di tornare a Moreno. Un parrucchiere descrive la situazione delle classi sociali. Un viaggio per presentare un libro si muove tra ironia e condiscendenza. E il sogno di un futuro imprevedibile. A volte l’autrice gioca con i personaggi che compaiono in storie diverse, qui come protagonisti, là come personaggi secondari. Ma la mano magistrale di Hebe Uhart si mostra quando, sotto il mantello del quotidiano, riesce a raffigurare l’ignoto di un futuro che mostra il suo mistero. Dietro il suo stile garbato c’è sempre un senso di minaccia che definisce il suo lavoro narrativo. Jon Kortazar, El Correo

I donatori di sonno
158 pagine, 16,00 euro

L’ispirazione per il nuovo romanzo di Karen Russell sembra provenire da Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, che descrive un’epidemia d’insonnia da cui viene investita la mitica città di Macondo. Una piaga che causa una tale perdita di memoria che oggetti, piante e animali devono essere etichettati. Un cartello appeso al collo di una mucca recita: “Questa è una mucca. Deve essere munta ogni mattina”. Una versione mortale di questa piaga è la premessa di I donatori di sonno, in cui Russell crea una nuova malattia. Descrive le sue conseguenze su un’America futuristica con un’inventiva simile a quella della vecchia serie televisiva Ai confini della realtà, e con l’energia e il brio di un realismo magico capace di mescolare il reale e il surreale, lo psicologico e il fantascientifico. Il romanzo diventa, allo stesso tempo, una sorta di meditazione sulla trasmissione di storie e sogni, un’allegoria sulla nostra società sovrastimolata e insonne, e sulla sacralità, a volte egoistica, delle ong e dei maniaci del bene, riluttanti a lasciare che una crisi vada sprecata. La voce narrante, Trish Edgewater, lavora in Pennsylvania nella sede locale di un’organizzazione chiamata Slumber corps, che aiuta ad affrontare la crisi d’insonnia raccogliendo “donazioni di sonno” da volontari sani. Il funzionamento è simile a quello di una raccolta di sangue della Croce rossa: il volontario è portato in un furgone del sonno, in cui gli infermieri prelevano il sonno sano dal suo corpo. Queste donazioni sono poi conservate in una banca del sonno e somministrate attraverso trasfusioni a persone che, dopo settimane di veglia, rischiano di morire, come è successo all’amata sorella di Trish, Dori. Per quanto alcuni aspetti della sua storia possano sembrare assurdi, Russell scrive con una tale sicurezza e velocità da incantare il lettore per tutta la durata del libro, e dà una nuova prova del suo fertile potere di invenzione.
Michiko Kakutani, The New York Times

Elena lo sa
160 pagine, 17,00 euro

Il nuovo romanzo di Claudia Piñeiro sfrutta le convenzioni del poliziesco in una storia urbana e borghese. Attraverso le avventure di Elena, una donna anziana affetta dal morbo di Parkinson che vuole sapere se la figlia si è davvero suicidata, l’autrice affronta i problemi della condizione femminile nell’Argentina di oggi. I temi di fondo sono la maternità e il diritto delle donne a un uso più libero del proprio corpo, la vulnerabilità della vecchiaia e della malattia, gli imperativi sociali e religiosi che a volte impediscono il raggiungimento anche di una modesta forma di felicità. La trama sembra semplice, ma l’autrice la riempie di significati e osservazioni sulla vita. Il tempo di Elena, la protagonista della storia, si misura in pillole: quelle di dopamina che deve assumere in diversi momenti della giornata per far sì che i suoi piedi le obbediscano e la sua mente non si confonda. Elena deve prendere il treno da Buenos Aires per andare a Belgrano a incontrare una donna, Isabel, che non vede da anni ma che potrebbe avere la soluzione all’enigma della morte di Rita. Nei dialoghi con il poliziotto che si occupa del caso, Elena cerca di capire come Rita possa essere arrivata a quell’ultima decisione – il suicidio – che le sembra poco plausibile.
Clarín

Codice 612. Chi ha ucciso il Piccolo Principe?
192 pagine, 17,00 euro

Michel Bussi propone un esercizio di volo ad alta quota: un tentativo di svelare il mistero del Piccolo principe e della morte del suo creatore, An­toine de Saint-Exupéry. Niente di più, niente di meno. Ma il folle desiderio di Bussi è soprattutto un esercizio di ammirazione. E un thriller eccezionale. Lo scrittore, con le sue indagini, le sue false piste e la sua capacità di portarci dove vuole, si è chiaramente divertito. Lo scrittore-aviatore Saint-Exupéry è scomparso in volo il 31 luglio 1944, a 44 anni, dopo aver sorvolato, sembra, la sua casa d’infanzia ad Agay, in Francia. Il suo corpo non è mai stato trovato. Si passano in rassegna tutte le ipotesi: Saint-Exupéry si oppose a de Gaulle e i gollisti lo odiavano? Perché l’anziano scrittore-aviatore era in missione? Fu un suicidio? Attraverso la sua indagine, Bussi mostra l’incredibile ricchezza di un classico della letteratura per bambini e la complessità del suo autore.
Mohammed Aïssaoui, Le Figaro

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1494 - 13 gennaio 2023
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