Cultura Libri
Le sorelle
656 pagine, 24 euro

Le sorelle è un tour de force transnazionale che comprime e dilata il tempo come una fisarmonica, o come un paio di polmoni. Gli scrittori modernisti scrivevano notoriamente romanzi che coprivano l’arco di ventiquattr’ore. Anche Khemiri l’aveva fatto con Chiamo i miei fratelli (Einaudi 2022), un breve libro sulla reazione di un uomo di Stoccolma a un attentato terroristico, che poi adattò per il teatro. In Le sorelle, il suo sesto romanzo e il primo scritto originariamente in inglese, divide la storia in sette sezioni che coprono intervalli di tempo sempre più brevi: dall’intero anno 2000, a partire da una festa di capodanno a Stoccolma piena di “quasi-creativi noiosi della classe media”, fino a un solo minuto del 2035, quando a New York muore qualcuno d’importante. Come in Re Lear, nelle Tre sorelle di Čechov e in tutti quei gruppi vocali degli anni quaranta, anche qui ci sono tre sorelle: le Mikkola. E ci vuole un po’ prima che prendano davvero forma. Come Khemiri stesso, le Mikkola sono metà svedesi e metà tunisine, e affrontano il disagio di essere impossibili da classificare in una società piuttosto omogenea. E “come Khemiri” significa non solo l’autore reale, ma anche un personaggio del libro chiamato Jonas Khemiri. Con il suo accumulo di piccoli dettagli logistici della vita quotidiana (pasti, sonno, sesso, trasporti, bagni, escursioni, documenti, regole, differenze tra prese elettriche), il romanzo pretende molto, ma mantiene sempre le sue promesse.
Alexandra Jacobs, The New York Times

Il libro dei ricordi
408 pagine, 20,00 euro

Il libro dei ricordi è in parte narrativa speculativa, in parte romanzo storico, in parte meditazione sulla natura del tempo. Comincia con l’arrivo della giovane Lina e di suo padre in un remoto avamposto chiamato “il Mare”. “La massa d’acqua là fuori, Lina”, le chiede il padre, “che cos’è?”. “Il mar Cinese meridionale”, risponde lei con sicurezza, ma il padre osserva: “Altri potrebbero risponderti diversamente”. Il Mare, “una fermata lungo il cammino verso un posto migliore”, è qualcosa di letterale per Lina, ma è chiaramente anche metaforico e teorico. “Il Mare”, le spiega il padre, “è un filo che si annoda su se stesso. Il Mare è fatto di tempo”. Il libro dei ricordi intreccia la storia di Lina (e, più avanti, quella di suo padre) con resoconti romanzati delle vite del poeta cinese Du Fu e dei filosofi Baruch Spinoza e Hannah Arendt. Sono le parti più lineari e immediatamente coinvolgenti del romanzo di Thien, e le loro trame spesso ricche di suspense forniscono un bello slancio narrativo. Gli altri aspetti, più strani, del romanzo sono invece maggiormente astratti e concettuali; ci spingono verso la filosofia, soprattutto piegando il tempo e lo spazio per riunire questi tre pensatori tanto diversi e complessi e metterli in dialogo tra loro. L’accostamento di queste sezioni discorsive alle storie individuali dei personaggi ci invita a riflettere sulla questione più ampia che sta al centro della filosofia morale: come dovremmo vivere?
Rohan Maitzen, Times Literary Supplement

Rimpatrio
192 pagine, 18,00 euro

Fin dalle prime righe, Rimpatrio disorienta. Lione, dove la narratrice Annabella Morelli apre l’email che le annuncia la morte del padre, diventa una materia fluida. Tram e banchine si dissolvono nelle voci che la assalgono: quella della guardia all’ingresso della biblioteca da cui esce di corsa, quella del gestore del phone center da cui telefona alla famiglia, quella della zia che la avverte, dall’altro capo della linea: “Il corpo! Forse non riusciremo a rimpatriare il corpo di tuo padre”. Ève Guerra, 37 anni, insegnante di greco antico, latino e francese, firma il suo primo romanzo. La sua prosa agile mescola descrizioni romanzesche, poetiche e drammatiche, abolendo i confini tra rumori e parole, dialogo interiore e conversazioni. Come per avvertirci che ciò che bisogna districare è talmente intessuto di menzogne che i fili dovranno essere tirati uno a uno. Il padre di Annabella Morelli, meccanico e avventuriero, è morto in Camerun per un incidente sul lavoro. Bisognerebbe rimpatriarne il corpo per seppellirlo, là dove era nato, nella Charente-Maritime. Ma Annabella non ha i soldi. Per permetterle di assumere il suo ruolo di Antigone, il romanzo le offre delle linee di fuga. Annabella decifra il linguaggio del notaio che descrive nel dettaglio le circostanze della morte del padre. La donna vede nella sua precisione un tentativo di riportarla nel mondo della verità e dei vivi. Ma ha davvero un posto in quel mondo?
Gladys Marivat, Le Monde

Melodia per Polina
240 pagine, 20,00 euro

Siccome questa è una favola, tutto finisce bene. Anzi, così bene che tutti gli altri lieto fine, d’ora in poi, potrebbero doversi interrogare seriamente sulla loro performance professionale. Naturalmente in questo libro si piange anche parecchio. Solo Hannes, il protagonista di questo romanzo d’amore, a un certo punto, dopo parecchi colpi inferti dal destino, resta per un momento senza forze: “Poteva piangere, ma non aveva più lacrime”. Hannes, un ragazzo silenzioso che in una notte di tempesta in Bassa Sassonia scopre un talento per il pianoforte, è infelicemente innamorato di Polina, rumorosa e piena di gioia di vivere. Qui non ci sono interrogativi esistenziali multipli e irrisolti, né il soffio gelido del postmodernismo, ma solo destino, provvidenza e il loro compimento. Soprattutto ci sono le tre grandi “h” della canzone sentimentale tedesca: Heilung, Hoffnung e Harmonie, guarigione, speranza e armonia.
David Hugendick, Die Zeit

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1666 - 22 maggio 2026
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