Cultura Libri
Max, Mischa e l’offensiva del Tet
1256 pagine, 28 euro

È il 2012, ed è come se si fossero già combattute tutte le battaglie, commessi tutti gli errori; come se si fosse perso tutto: il migliore amico, la moglie, la casa dei genitori, il padre, lo zio, la patria, la lingua madre. Questa è, più o meno, la situazione in cui si trova Max Hansen, il narratore del romanzo dello scrittore, autore per ragazzi e drammaturgo norvegese Johan Harstad. Con lo smisurato romanzo Max, Mischa e l’offensiva del Tet, pubblicato in originale norvegese nel 2015, l’autore cerca di mettere per iscritto i miti collettivi, le tristezze condivise e la crisi di senso generale del passaggio al nuovo secolo, quasi che i figli del sessantotto non fossero poi così senza patria e abbandonati come si sentono in questo libro, ma facessero parte di un grande e confortante racconto generazionale. Il libro, promette il narratore, è “la mano che tengo sopra di voi, per proteggervi, un tentativo di stringerci tra le braccia un’ultimissima volta”. Questo è un grande libro-abbraccio, una gigantesca cattedrale letteraria costruita per proteggere, una nuova Ricerca del tempo perduto per l’ultimissima generazione che è stata bambina nell’era predigitale. Non è forse un’impresa rétro piuttosto sentimentale? Naturalmente lo è. Ma non cerca mai di nascondersi, neppure per una riga.
Iris Radisch, Die Zeit

La mia autobiografia di Carson McCullers
295 pagine, 18,00 euro

Questa non è una biografia della scrittrice statunitense Carson McCullers (1917-1967), anche se colma alcune importanti lacune nella ricostruzione lasciata dai suoi biografi, che hanno minimizzato le relazioni di McCullers con le donne. È, piuttosto, una faticosa indagine riguardo a come cerchiamo la verità su noi stessi e gli altri attraverso percorsi non lineari, e su come questa verità arrivi nelle nostre vite in frammenti e schegge scintillanti. La ricerca di Shapland trova un’eco nella forma stessa del libro: brevi capitoli che raccontano la sua caccia agli indizi sulle relazioni di McCullers con le donne si alternano a riflessioni sulla sua personale lotta per conoscere se stessa, l’impalcatura stessa su cui poggiano la storia letteraria e, in una certa misura, la nostra identità. Shapland era tirocinante all’Harry Ransom center, un archivio dell’università del Texas a Austin, quando scoprì delle lettere d’amore indirizzate a McCullers da Annemarie Clarac-Schwarzenbach, un’ereditiera svizzera con cui lei aveva avuto una relazione. Da lì è partita un’ossessione letteraria ed esistenziale. Spesso abitando le vite degli altri possiamo intravedere frammenti della nostra.
Megan O’Grady, The New York Times

Tutte le mattine di Sybil
372 pagine, 18,50 euro

I romanzi epistolari un tempo andavano per la maggiore, dalla Clarissa di Richardson al divertimento truculento di Dracula. Oggi non se ne vedono molti, forse perché non è facile scriverli come si deve. Tutte le mattine di Sybil è un romanzo epistolare che è diventato un fenomeno editoriale, un best seller su entrambe le sponde dell’Atlantico. È facile capire perché: è in effetti una lettura immensamente piacevole. Tre volte alla settimana, Sybil Van Antwerp, 73 anni, si siede alla scrivania nella sua casa del Maryland per scrivere le sue lettere. La corrispondenza è stata, come dice lei stessa, “il pilastro della mia vita”. Tra i destinatari ci sono la sua migliore amica Rosalie, il fratello Felix, il giovane e infelice figlio di un ex collega e un destinatario senza nome al quale Sybil scrive lettere emotivamente molto più crude, che restano però non spedite e svolgono una funzione simile a quella delle pagine di diario spesso inserite nei vecchi romanzi epistolari. Un aspetto fondamentale è che, nonostante la sua forma chiusa, il romanzo non dà mai una sensazione di staticità. Il libro è anche un inno all’arte della corrispondenza. Quando l’ho finito, mi sono ritrovata a comporre mentalmente lettere per tutti i miei amici e conoscenti, che Dio li aiuti.
Rebecca Wait, The Guardian

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1679 - 21 agosto 2026
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