Cultura Suoni
M83,
I wrote you a letter
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M83 (Jeremy Searle)

Il decimo album degli M83, il primo da Fantasy del 2023, è intimo e misurato: testi essenziali, arrangiamenti complessi e un mare di sintetizzatori. Il brano Blister sunrise apre il disco con un’energia malinconica ma luminosa, mentre lo strumentale Opera cresce fino a evocare una “cattedrale spaziale”. Anche se è difficile individuare temi o momenti di pura cupezza in I wrote you a letter, il pezzo Siren / behold…beasts esplora la violenza e le sue proprietà corrosive. La prima metà suona come una zona di guerra piena di esplosioni e grida. Se interpretata alla lettera, forse la canzone tratta della dualità insita nelle sirene della mitologia greca, note per la loro bellezza irresistibile che ha portato alla rovina molti eroi. Losing ground, tra i vertici dell’album, intreccia tastiere, sintetizzatori, flauti e ottoni in un brano ricco di colore. Soldiers of lust privilegia pianoforte, archi e flauto, mentre Heart motion foto porta in primo piano la voce di Anthony Gonzalez, il musicista francese che si nasconde dietro al progetto M83, in un’atmosfera raccolta. In Feeding time, una voce digitale scopre il mondo tra meraviglia e rovina. Gonzalez ha descritto l’album come il frutto della sua disillusione nei confronti del mondo, ma è come se rappresentasse il punto di vista di una persona a cui hanno appena tolto una benda dagli occhi. I wrote you a letter unisce chiarezza sonora, complessità emotiva e riflessione sociale.
Ian Glackin, Riff Magazine

Dream house
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Empress Of (Julian Klincewicz)

Il brano Wild storm è un modo meraviglioso di entrare nel nuovo album di Lorely Rodriguez, nota anche come Empress Of. Gli archi crescono intorno alla cantante mentre attraversa il dolore, la perdita e la ricostruzione, gettando i temi e le atmosfere di un disco intensamente personale. Scritto dopo che la casa dell’artista, statunitense di origine honduregna, è andata distrutta dagli incendi di Altadena, in California, Dream house avrebbe potuto essere un lavoro molto pesante; al contrario, Rodriguez è riuscita a trovare gioia nella condivisione di questa esperienza. L’album si muove liberamente, leggero, con gli archi che intrecciano il pop e l’elettronica. Gli ospiti vengono usati in maniera sensata, come nella hit dance Syw con Cecile Believe oppure Blue light con Blood Orange. In Dream house la musicista lascia convivere la tristezza con il bisogno di calore umano, mettendo insieme sonorità diverse con fare invitante, per ballare. E poi, al di là di tutto, queste sono delle ottime canzoni pop. A volte per rialzarsi serve un bel ritornello.
Felicity Newton, Dork

1960. Registrazioni dal concorso Chopin di Varsavia
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“Questo giovane suona tecnicamente già meglio di tutti noi!”. Così nel 1960 Arthur Rubinstein disse ai suoi colleghi giurati del concorso Chopin di Varsavia parlando di Maurizio Pollini, che lo vinse. Aveva 18 anni. Dopo varie edizioni parziali o pirata è bello avere finalmente una testimonianza discografica integrale del suo percorso nella competizione, che dimostra in ogni momento una stupefacente maturità musicale e una sicurezza tecnica fuori dal comune. Dal primo turno ci sono gli studi op. 10 n. 1 e op. 25 n. 11, senza nessuna tensione e anche con un briciolo di eccitazione, ma ricchissimi di sfumature. L’arte di Pollini, classico e tormentato, c’è già tutta, in un notturno op. 48 n. 1 di rara delicatezza e in una polacca op. 44 da risvegliare i morti. Il secondo turno è allo stesso livello, in particolare per un secondo preludio ipnotico e per le ottave terrificanti dello studio op. 25 n. 10. Poi tre mazurche perfettamente cesellate prima di una seconda sonata dal finale visionario. La direzione di Jerzy Katlewicz nel concerto op. 11 è un po’ di routine. Ma questi due cd sono la testimonianza dell’apertura di un nuovo capitolo nella storia dell’interpretazione chopiniana.
Laurent Muraro, Diapason

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1684 - 25 settembre 2026
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