Possiamo dire che il prossimo è il mese teatrale di Tiago Rodrigues: dal 29 settembre è lui ad aprire la stagione del Piccolo di Milano dirigendo Isabella Ragonese e Francesco Alberici con il suo testo Coro degli amanti; il 24 e 25 ottobre al Vascello per Romaeuropa porta No yogurt for the dead, nato dal taccuino che il padre giornalista riempì di frasi indecifrabili provando a documentare la sua malattia terminale. Sono due drammi gemelli, due lacerazioni di frammenti e flussi di chi si approssima a un’altra dimensione, trascendente e muta. Chi vuole conoscere il drammaturgo portoghese, direttore del festival di Avignone, può anche leggere i testi tradotti dal Saggiatore (oltre al Coro degli amanti, anche Catarina e la bellezza d’ammazzar fascisti e Nella misura dell’impossibile). Ci troverà anche qui grandi temi esistenziali messi in scena nell’attimo del parossismo, la vicinanza alla morte protratta lungo tutto il dramma, attori che si rivolgono direttamente al pubblico e oggetti quotidiani che entrano nella tensione per provare a disinnescarla, qualche comizio. Rodrigues usa grandi sentenze e tante virgolette e cronachismo per ridimensionare l’enfasi. In certi momenti colpisce lo spettatore con immagini inventive, in altri rischia di annoiarlo con la lunghezza di scene contemplative e ripetute. C’è da essere curiosi di come le sue regie funzioneranno per limitare il manierismo ed esaltare le vertigini di fronte al vuoto. ◆
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati