Michelle Bachelet riconsegna un Cile migliore di quello che ha ricevuto nel 2014. Non più ricco, ma neanche più povero. Il suo governo non si è contraddistinto per l’efficienza: non ha cambiato “le condizioni materiali di vita” della popolazione. L’economia è cresciuta meno di quanto era avvenuto durante il governo precedente, ma nel suo secondo mandato Bachelet ha superato Sebastián Piñera (al governo dal 2010 al 2014 e rieletto alla fine del 2017) in quasi tutti gli indici di sviluppo sociale: salario minimo, densità abitativa, estrema povertà e disuguaglianza.
L’alta borghesia ha vissuto come una tragedia il suo governo. Si è convinta che Bachelet fosse come il presidente Nicolás Maduro, mentre folle di venezuelani arrivavano in Cile fuggendo proprio da lui. La presidente non ha coordinato bene le forze politiche, ma ha mantenuto il Cile in una situazione di tranquillità. Negli ultimi anni sono nate iniziative per il dialogo civile: più di 200mila persone si sono riunite per discutere i punti fondamentali di un’intesa per il futuro. Può darsi che le decisioni prese durante i dialoghi finiranno in un nulla di fatto, ma forse quest’esperienza sarà ricordata come un esempio di partecipazione civile all’avanguardia.
Poi ci sono i risultati concreti: Bachelet ha ampliato i diritti individuali, ha riconosciuto la diversità, ha imposto l’idea che l’istruzione è un diritto, ha cambiato la politica energetica, ha moltiplicato gli ettari di parchi nazionali e ha aumentato gli standard ambientali. È difficile sostenere che oggi stiamo peggio di ieri. Piñera e Bachelet sono molto diversi: lui si circonda di persone di successo, cerca di creare ricchezza e di essere efficiente. Per il bene di tutti, speriamo che ci riesca. Lei sa meglio cosa sia la fragilità e solidarizza con i deboli. Non sappiamo cosa si dirà del suo governo, ma Bachelet sarà ricordata come una persona ammirevole. ◆ _ fr_
Patricio Fernández _ è un giornalista cileno e il direttore del settimanale The Clinic._
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Questo articolo è uscito sul numero 1247 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati