Si sono dati appuntamento allʼAvana. Lei è la guerrigliera, detenuta durante la dittatura militare in Brasile, e lui è lʼuomo che ha guidato Cuba per quasi cinquantʼanni. La presidente del Brasile Dilma Rousseff è arrivata nell’isola e ha visitato Fidel Castro che è in convalescenza da più di cinque anni.

Rousseff ha parlato solo di questioni commerciali e ha visitato i cantieri del porto di Mariel, cofinanziati dal suo governo. Il gigante sudamericano è il nostro secondo partner commerciale. Ma la visita di Rousseff non è stata importante solo per le questioni economiche. Il governo di Raúl Castro attraversa una crisi di popolarità e ha urgente bisogno della legittimazione degli altri leader latinoamericani.

La visita della presidente, però, si è svolta in un clima di tensione. Pochi giorni prima un attivista dei diritti civili era morto a causa di uno sciopero della fame. La prima conferenza del partito comunista cubano si è chiusa il 29 gennaio ed è stata frustrante per chi si aspettava dei cambiamenti politici. Invece Raúl Castro ha confermato l’attuale modello politico del partito unico, e ha chiesto di aumentare disciplina e controllo.

I giornalisti stranieri hanno chiesto a Dilma Rousseff la sua opinione sui diritti umani a Cuba e hanno ottenuto solo una risposta evasiva. La presidente ha perso lʼopportunità di non limitare la sua visita ai palazzi del governo. Ha sprecato una buona occasione per arrivare al cuore della gente.

Traduzione di Francesca Rossetti.

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