Il 14 febbraio, già dalla mattina, abbiamo cominciato a notare che c’era qualcosa che non andava con i telefonini. Era impossibile inviare o ricevere un messaggio o fare una telefonata. Era san Valentino e molte persone avevano avuto la stessa idea: mandare un messaggio di auguri. Ma non ha funzionato. L’unica compagnia di telefonia mobile cubana non ha superato la prova, c’è stato troppo traffico telefonico e a mezzogiorno 1,3 milioni di abbonati erano “fuori servizio”.

Cuba è il fanalino di coda di tutti i paesi latinoamericani, Haiti compresa, per numero di telefoni cellulari. Anche se dal 2008, quando il governo di Raúl Castro ne ha autorizzato l’uso, il numero di cellulari sull’isola è cresciuto. Chiamare e mandare messaggi costa molto, ma la compagnia Cubacel non ha investito i profitti degli ultimi anni per migliorare le infrastrutture. Ecco perché il servizio viene interrotto spesso.

Nei giorni festivi, nelle ricorrenze speciali e a Natale è impossibile usare il cellulare. Ma questo traffico è anche un buon segno, perché significa che i cellulari sono sempre più usati. Con quasi vent’anni di ritardo la telefonia mobile è entrata nelle nostre vite. Per adesso le persone usano i cellulari per questioni urgenti o per fare gli auguri il giorno degli innamorati. Ma in un futuro non molto lontano diventeranno un canale per unirci ed esprimerci.

Traduzione di Francesca Rossetti.

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it