Dal nuoto al tiro con l’arco, una lunga e approfondita inchiesta ha rivelato le storie di 276 vittime di violenze sessuali, spesso minorenni, nei centri sportivi in Francia. Martina Cirese ne ha fotografate alcune
allenamenti di ping pong in un club non connesso all’inchiesta.
Dal nuoto al tiro con l’arco, una lunga e approfondita inchiesta ha rivelato le storie di 276 vittime di violenze sessuali, spesso minorenni, nei centri sportivi in Francia. Martina Cirese ne ha fotografate alcune
Per otto mesi l’organizzazione non profit Disclose, che sostiene il giornalismo d’inchiesta, ha svolto un’indagine sui casi di pedofilia nei centri sportivi in Francia. L’inchiesta ha riguardato 28 discipline sportive e ha individuato almeno 276 vittime, di cui la maggior parte aveva meno di 15 anni al momento dei fatti. I giornalisti hanno raccolto centinaia di testimonianze, spesso inedite, le hanno incrociate con atti giudiziari e articoli di giornale, e hanno creato un loro database: “I dati emersi rivelano gravi mancanze delle federazioni e dei centri sportivi, ma anche dello stato e della magistratura”, sostiene Disclose.
Nel 77 per cento dei casi l’aggressore ha continuato a svolgere la sua attività nonostante un procedimento giudiziario in corso. Il rischio di recidiva è alto, si legge nell’inchiesta, e questo “mette in pericolo i giovani sportivi”. In Francia una persona con precedenti di abusi e violenza sessuale non può allenare atleti o lavorare in un contesto sportivo. Ma in 41 delle storie raccolte da Disclose, la magistratura non ha impedito agli aggressori di farlo. “A differenza di quello che succede con i casi di pedofilia nella chiesa, le violenze sessuali nello sport sono poco seguite dai mezzi d’informazione in Francia”, dicono i giornalisti di Disclose. Con loro ha collaborato la fotografa Martina Cirese, che ha ritratto alcune delle vittime e i loro familiari, e alcuni centri sportivi, non tutti legati alle vicende dell’inchiesta. ◆
In questa pagina: Chloé,* campionessa di nuoto, con il suo attuale compagno. Nel 2017 Chloé ha dichiarato alla polizia di essere stata molestata da Mathieu D., il suo allenatore, nel centro sportivo di Clamart, negli Hautes-de-Seine. Aveva 14 anni. “Mi ha chiesto di togliermi le mutandine… Mi stava massaggiando l’adduttore vicino all’inguine. Poi con la mano ha raggiunto le mie parti intime, anche se solo per pochi secondi”, ha detto Chloé, che oggi ha 21 anni e studia a Lione. Il centro sportivo aveva ricevuto segnalazioni sui comportamenti inappropriati dell’allenatore verso la ragazza già nel 2012. La testimone, una donna che frequentava il centro, aveva raccontato che durante una trasferta Mathieu D. aveva massaggiato Chloé nella sua stanza e che lei indossava i pantaloni dell’allenatore. Ma non erano state prese misure contro di lui. Nel 2014 l’allora fidanzato di Chloé aveva ricevuto un messaggio da Mathieu D.: “So che siete tornati insieme da qualche giorno… E siccome so che se sei nei paraggi non riesco a lavorare… le dirò che non sarò il suo allenatore nella prossima stagione”. Il padre di Chloé aveva riferito tutto al centro sportivo, ma anche quella volta non era successo niente. Dopo qualche mese, i genitori di altre due giovani nuotatrici avevano denunciato Mathieu D. per aver insultato e umiliato verbalmente le figlie. Solo allora la polizia aveva aperto un’indagine a carico dell’allenatore. Nel suo computer sono state trovate foto di minorenni in costume, comprese quelle di Chloé. Le indagini sono ancora in corso. Mathieu D. si dichiara innocente e ha rifiutato di essere intervistato da Disclose. *Alcuni nomi di chi era minore al momento dei fatti sono stati cambiati
In questa pagina: Chloé,* campionessa di nuoto, con il suo attuale compagno. Nel 2017 Chloé ha dichiarato alla polizia di essere stata molestata da Mathieu D., il suo allenatore, nel centro sportivo di Clamart, negli Hautes-de-Seine. Aveva 14 anni. “Mi ha chiesto di togliermi le mutandine… Mi stava massaggiando l’adduttore vicino all’inguine. Poi con la mano ha raggiunto le mie parti intime, anche se solo per pochi secondi”, ha detto Chloé, che oggi ha 21 anni e studia a Lione. Il centro sportivo aveva ricevuto segnalazioni sui comportamenti inappropriati dell’allenatore verso la ragazza già nel 2012. La testimone, una donna che frequentava il centro, aveva raccontato che durante una trasferta Mathieu D. aveva massaggiato Chloé nella sua stanza e che lei indossava i pantaloni dell’allenatore. Ma non erano state prese misure contro di lui. Nel 2014 l’allora fidanzato di Chloé aveva ricevuto un messaggio da Mathieu D.: “So che siete tornati insieme da qualche giorno… E siccome so che se sei nei paraggi non riesco a lavorare… le dirò che non sarò il suo allenatore nella prossima stagione”. Il padre di Chloé aveva riferito tutto al centro sportivo, ma anche quella volta non era successo niente. Dopo qualche mese, i genitori di altre due giovani nuotatrici avevano denunciato Mathieu D. per aver insultato e umiliato verbalmente le figlie. Solo allora la polizia aveva aperto un’indagine a carico dell’allenatore. Nel suo computer sono state trovate foto di minorenni in costume, comprese quelle di Chloé. Le indagini sono ancora in corso. Mathieu D. si dichiara innocente e ha rifiutato di essere intervistato da Disclose. *Alcuni nomi di chi era minore al momento dei fatti sono stati cambiati
In questa pagina: Chloé,* campionessa di nuoto, con il suo attuale compagno. Nel 2017 Chloé ha dichiarato alla polizia di essere stata molestata da Mathieu D., il suo allenatore, nel centro sportivo di Clamart, negli Hautes-de-Seine. Aveva 14 anni. “Mi ha chiesto di togliermi le mutandine… Mi stava massaggiando l’adduttore vicino all’inguine. Poi con la mano ha raggiunto le mie parti intime, anche se solo per pochi secondi”, ha detto Chloé, che oggi ha 21 anni e studia a Lione. Il centro sportivo aveva ricevuto segnalazioni sui comportamenti inappropriati dell’allenatore verso la ragazza già nel 2012. La testimone, una donna che frequentava il centro, aveva raccontato che durante una trasferta Mathieu D. aveva massaggiato Chloé nella sua stanza e che lei indossava i pantaloni dell’allenatore. Ma non erano state prese misure contro di lui. Nel 2014 l’allora fidanzato di Chloé aveva ricevuto un messaggio da Mathieu D.: “So che siete tornati insieme da qualche giorno… E siccome so che se sei nei paraggi non riesco a lavorare… le dirò che non sarò il suo allenatore nella prossima stagione”. Il padre di Chloé aveva riferito tutto al centro sportivo, ma anche quella volta non era successo niente. Dopo qualche mese, i genitori di altre due giovani nuotatrici avevano denunciato Mathieu D. per aver insultato e umiliato verbalmente le figlie. Solo allora la polizia aveva aperto un’indagine a carico dell’allenatore. Nel suo computer sono state trovate foto di minorenni in costume, comprese quelle di Chloé. Le indagini sono ancora in corso. Mathieu D. si dichiara innocente e ha rifiutato di essere intervistato da Disclose. *Alcuni nomi di chi era minore al momento dei fatti sono stati cambiati
In questa pagina: le sorelle Amadine* ed Emilie,* di dieci e undici anni, a Pleubian, Côtes-d’Armor, Bretagna. Il loro istruttore di tiro con l’arco, Roland F., 72 anni, era diventato un amico di famiglia. Faceva regali alle bambine e le invitava a dormire a casa sua. Fino a quando Amadine ed Emilie hanno raccontato alla madre che l’uomo gli aveva toccato le natiche infilando la mano nei pantaloni. Il 2 aprile 2019 Roland F. è stato accusato di abusi sessuali su minori. Durante le indagini, la polizia ha trovato materiale pedopornografico nel suo computer e ha scoperto che nel 2000 Roland F. era già stato condannato a quattro anni di prigione, di cui due per abusi sessuali su minori della sua stessa famiglia. Il 19 agosto 2019 Roland F. è stato condannato a otto anni di prigione, quasi vent’anni dopo la sua prima condanna.
In questa pagina: le sorelle Amadine* ed Emilie,* di dieci e undici anni, a Pleubian, Côtes-d’Armor, Bretagna. Il loro istruttore di tiro con l’arco, Roland F., 72 anni, era diventato un amico di famiglia. Faceva regali alle bambine e le invitava a dormire a casa sua. Fino a quando Amadine ed Emilie hanno raccontato alla madre che l’uomo gli aveva toccato le natiche infilando la mano nei pantaloni. Il 2 aprile 2019 Roland F. è stato accusato di abusi sessuali su minori. Durante le indagini, la polizia ha trovato materiale pedopornografico nel suo computer e ha scoperto che nel 2000 Roland F. era già stato condannato a quattro anni di prigione, di cui due per abusi sessuali su minori della sua stessa famiglia. Il 19 agosto 2019 Roland F. è stato condannato a otto anni di prigione, quasi vent’anni dopo la sua prima condanna.
In questa pagina: le sorelle Amadine* ed Emilie,* di dieci e undici anni, a Pleubian, Côtes-d’Armor, Bretagna. Il loro istruttore di tiro con l’arco, Roland F., 72 anni, era diventato un amico di famiglia. Faceva regali alle bambine e le invitava a dormire a casa sua. Fino a quando Amadine ed Emilie hanno raccontato alla madre che l’uomo gli aveva toccato le natiche infilando la mano nei pantaloni. Il 2 aprile 2019 Roland F. è stato accusato di abusi sessuali su minori. Durante le indagini, la polizia ha trovato materiale pedopornografico nel suo computer e ha scoperto che nel 2000 Roland F. era già stato condannato a quattro anni di prigione, di cui due per abusi sessuali su minori della sua stessa famiglia. Il 19 agosto 2019 Roland F. è stato condannato a otto anni di prigione, quasi vent’anni dopo la sua prima condanna.
In questa pagina: le sorelle Amadine* ed Emilie,* di dieci e undici anni, a Pleubian, Côtes-d’Armor, Bretagna. Il loro istruttore di tiro con l’arco, Roland F., 72 anni, era diventato un amico di famiglia. Faceva regali alle bambine e le invitava a dormire a casa sua. Fino a quando Amadine ed Emilie hanno raccontato alla madre che l’uomo gli aveva toccato le natiche infilando la mano nei pantaloni. Il 2 aprile 2019 Roland F. è stato accusato di abusi sessuali su minori. Durante le indagini, la polizia ha trovato materiale pedopornografico nel suo computer e ha scoperto che nel 2000 Roland F. era già stato condannato a quattro anni di prigione, di cui due per abusi sessuali su minori della sua stessa famiglia. Il 19 agosto 2019 Roland F. è stato condannato a otto anni di prigione, quasi vent’anni dopo la sua prima condanna.
In questa pagina, a sinistra: Maxime,* 43 anni, davanti alla palestra Maurice-Scève, a Lione. Nel 1988 Maxime aveva undici anni. Si allenava in uno dei club più esclusivi di ping pong e si classificò alle finali nazionali, che si svolgevano a Parigi. Durante il viaggio, il suo allenatore di 35 anni dormì nel letto con lui. Per quasi tre anni, Yves R. gli impose delle “sessioni speciali” dopo ogni allenamento settimanale. “Mi diceva che servivano a migliorare le mie performance sportive”, dice Maxime. Durante tutta la sua adolescenza Maxime non è riuscito a raccontare quello che gli era successo. Ha confessato tutto al fratello maggiore quando aveva 23 anni. Dai suoi racconti sono emersi 150 incontri sessuali tra lui e l’allenatore, con e senza fellatio, e venti episodi di sodomia. Nel corso dell’inchiesta, più di dodici anni dopo le prime aggressioni, Yves R. ha ammesso alcuni fatti, ma non la frequenza, e di aver compiuto abusi sessuali su almeno altri cinque minori. Nel 1990 Yves R. aveva lasciato il centro sportivo di Lione e si era trasferito in Bretagna dove era diventato presidente del club di ping pong del comune di Relecq-Kerhuon. L’allenatore è stato condannato a cinque anni di prigione per le molteplici violenze contro Maxime. Quando è uscito dal carcere si è trasferito a Brest, dove ha organizzato e arbitrato tornei della federazione francese di tennis da tavolo. Per almeno dieci anni Yves R. ha continuato a lavorare con dei minori nonostante il suo passato. Nel 2019 la federazione ha sospeso la sua licenza dopo la segnalazione di Disclose. Nella foto in alto: allenamenti di ping pong in un club non connesso all’inchiesta
Qui sopra: un trofeo vinto da Pauline* nelle gare di triathlon. Pauline ha accusato il suo ex allenatore di averla violentata quando aveva 15 anni : “Il 21 gennaio 2018 stavamo andando a una gara insieme. Lui si fermò su una strada di campagna e mi fece salire sul retro del camion”, racconta la ragazza. “Non ho mai detto così tante volte ‘no’ in vita mia”. Poco meno di un anno dopo ha sporto denuncia. Nel frattempo, a marzo del 2019, un’altra ragazza ha denunciato lo stesso allenatore per abusi sessuali. Prima di farlo aveva segnalato gli abusi alla società sportiva, che però non ha preso provvedimenti: “Non avevamo prove e non era stata sporta denuncia”, ha risposto un ex dirigente contattato da Disclose. L’allenatore, che contesta i fatti, al momento dell’inchiesta non era ancora stato interrogato dalla polizia.
Sopra: Amélie e sua madre Muriel a Pleubian (Côtes-d’Armor, in Bretagna). Secondo la loro testimonianza, Roland F., condannato per violenza sessuale su minori, avrebbe tentato di molestare anche Amélie, quando era il suo istruttore di tiro con l’arco.
Sopra: nel luglio del 2018 Nathalie è stata mandata via dal club di ginnastica Le Cavigal, a Nizza, dove lavorava, dopo aver riferito ai dirigenti che l’allenatore Yohann L. aveva molestato sua figlia. L’allenatore, che l’anno precedente aveva vinto il campionato nazionale, aveva denunciato la donna per “accuse calunniose” e aveva chiesto il suo “allontamento definitivo”. Il centro sportivo aveva declassato la figlia di Nathalie di un livello per allontanarla dal suo insegnante. Quando anche la figlia maggiore di Nathalie aveva raccontato di essere stata molestata dall’allenatore, la donna è stata costretta a dimettersi “perché direttamente coinvolta nel caso” e perché diffondeva “un’immagine negativa del club”. Nel 2018 Yohann L. è stato interrogato per la prima volta dalla polizia e indagato. Il 21 gennaio 2019 è stato accusato di abuso sessuale, violenze fisiche su minori e molestie sessuali
**Martina Cirese **
è una fotografa italiana nata nel 1988. Queste foto sono state realizzate per l’inchiesta _Le revers de la médaille, _pubblicata dall’ong Disclose a dicembre del 2019.
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