Junko Terao

È l’editor di Asia e Pacifico di Internazionale. Su Twitter: @junkoterao

Junko Terao
Lo Stato islamico mette radici in Asia

A oriente del califfo è una guida alla galassia sunnita fuori dal mondo arabo dove lo Stato islamico prova a espandere la sua influenza. Leggi

L’arma non convenzionale di Pyongyang

Al culmine della tensione con Washington, la Corea del Nord ha arrestato due statunitensi. L’unico fatto davvero preoccupante della crisi tra i due paesi. Leggi

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Donald Trump è una grande incognita per la penisola coreana

Qualunque sia la linea che Trump e i suoi consiglieri decideranno di adottare, un buon punto di partenza potrebbe essere non ripetere l’errore commesso dai suoi predecessori, ovvero giudicare folle il governo del regime nordcoreano. Per capire come si è arrivati al pericoloso stallo attuale Il nido del falco di Antonio Fiori è uno strumento molto utile. Leggi

Primavere e autunni, la storia poco nota della comunità cinese di Milano

Il primo ristorante cinese di Milano aprì nel 1962 in via Fabio Filzi, vicino alla stazione Centrale. Il fumetto di Matteo Demonte e Ciaj Rocchi Primavere e autunni, uscito nel 2015 per BeccoGiallo, è una fonte preziosa per chi sa poco o nulla delle origini della comunità cinese più grande d’Italia. Leggi

Otto giorni in Corea del Nord

È una mattina di fine giugno dell’anno Juche 105 e Pyongyang ci accoglie con un cielo blu sgombro di nuvole. Tagliata a metà dal fiume Taedong, che scorre da est a ovest formando una S, la città non è grigia e cupa come ci si potrebbe aspettare. Leggi

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L’ombra del populismo sul voto nelle Filippine

Il paese asiatico sceglie oggi il nuovo presidente. Il favorito dai sondaggi è Rodrigo Duterte: 71 anni, ex sindaco di una città importante, paragonato a Donald Trump per le dichiarazioni scioccanti e temuto dai più moderati per le sue tendenze autoritarie. Eppure, buona parte dell’elettorato sembra perdonargli tutto. Leggi

Il gioco delle parti delle due Coree

Le due Coree sono ai ferri corti, in un gioco delle parti che segue un copione ormai trito e i cui toni, però, sembrano più aspri del solito. Il polo industriale di Kaesong, l’ultimo baluardo della cooperazione intercoreana, è stato chiuso. Ma c’è anche una buona notizia. Leggi

La politica australiana contro i migranti mostra le prime crepe

Tra le reazioni provocate dalla foto del corpo di Aylan Kurdi sulla spiaggia di Bodrum, ce n’è stata una particolarmente odiosa. Il primo ministro australiano Tony Abbott non ha esitato un attimo a cavalcare l’onda emotiva sollevata da quell’immagine e ha commentato: “Per fortuna in Australia abbiamo fermato tutto questo bloccando gli sbarchi illegali”. Leggi

La metamorfosi di Aung San Suu Kyi

Eravamo abituati a vederla come il simbolo della resistenza alla violenza e alle ingiustizie. Fragile e minuta solo in apparenza, dietro il cancello del giardino della bella casa sul lago Inya, a Rangoon, dov’è rimasta confinata per quasi vent’anni fino al 2010.  Leggi

Joko Widodo non fa più sognare l’Indonesia

Sarà stata la sua aria da ragazzo, il viso pulito e spesso sorridente, con quella camicia a quadri da adolescente indossata al posto della divisa che lo avvicinava alla gente comune. O sarà stata la sua vaga somiglianza con Barack Obama, quasi che da sola fosse sufficiente a far sognare la più popolosa democrazia a maggioranza musulmana del mondo. Leggi

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Dai missili di Kim Jong-il agli hacker di Jong-un

C’è stato un momento, un anno e mezzo fa, in cui sembrava che la Corea del Nord fosse sul punto di scatenare una guerra contro la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Almeno a giudicare dalle notizie pubblicate dalla stampa di mezzo mondo in fibrillazione. Era la primavera del 2013 e per qualche giorno la terza guerra mondiale è stata dipinta come un’eventualità tutt’altro che remota: si parlava di missili nordcoreani puntati verso obiettivi in territorio americano, con gli esperti di balistica a misurare la capacità di gittata degli armamenti più o meno ipoteticamente in dotazione a Pyongyang. Leggi

Shinzō Abe e il pretesto dell’economia

Anche se in pochi, e poco convinti, nel fine settimana i giapponesi sono andati a votare assicurando a Shinzō Abe quello che voleva: due anni di mandato in più, il sostegno dei cittadini alla sua linea politica e il consolidamento della sua posizione all’interno del partito di maggioranza. Il Partito liberaldemocratico e l’alleato New Kōmeitō, il braccio politico del potente movimento buddista Sōka Gakkai, hanno mantenuto la maggioranza assoluta alla camera bassa, garantendosi ampia libertà d’azione in parlamento. Ma a cosa, esattamente, gli elettori – solo il 52 per cento degli aventi diritto, l’affluenza più bassa in settant’anni – hanno dato il loro consenso? Leggi

Dai girasoli di Taiwan agli ombrelli di Hong Kong

Mentre i manifestanti di Hong Kong, reduci da un fine settimana che ha segnato il picco delle violenze nei due mesi di occupazione, cercano di capire che direzione dare alla protesta, da un’altra periferia cinese è partito forte e chiaro un segnale diretto a Pechino. Leggi

Il piano di Abe per salvarsi

La voce circolava da una settimana e dopo la batosta inattesa arrivata ieri con i dati sull’ultimo trimestre, che inchiodano il Giappone nella recessione tecnica, il primo ministro Shinzo Abe ha annunciato il suo piano di salvataggio personale: rimanderà di 18 mesi il secondo aumento della tassa sui consumi, scioglierà la camera bassa venerdì prossimo e chiamerà i giapponesi al voto il 14 dicembre, con due anni di anticipo. Leggi

La strategia dell’esaurimento

Abbandonata l’idea di presentarsi a Pechino in pieno vertice Apec e chiedere udienza al governo centrale indaffarato ad accogliere Barack Obama e altri venti leader della regione, gli studenti di Hong Kong provano una via alternativa e altrettanto impervia. Leggi

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Il cielo di Pechino oggi è blu Apec

Il 22 settembre erano circolate in rete varie foto di strade paralizzate dal traffico in diverse città cinesi. Auto, scooter, camion e biciclette bloccate in lunghi serpentoni di cui non si vedeva la fine. Ordinaria amministrazione, certo, se quel giorno non fosse stata la giornata mondiale senz’auto. Leggi

Songdo, la città troppo intelligente

Visita alla smart city sudcoreana. Leggi

Gita al 38° parallelo. Il lato kitsch della guerra

Piccoli musei della guerra, gift shop, pranzo “tipico” e il brivido di sbirciare il paese più recluso del mondo. Un must per chi è di passaggio a Seoul. Leggi

Corea del Nord, l’incredibile notizia di una fucilazione

Kim Jong-un ha fatto uccidere la sua ex fidanzata. Oppure no? Leggi

Hyeon Seo Lee, una nordcoreana a Seoul

La vita al Nord, la fuga, il futuro e la nostalgia di casa Leggi

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