La formula
della felicità

◆ Il reportage sulla Finlandia (Internazionale 1345) descrive una società quasi perfetta, dove tutto funziona: welfare, relazioni sociali, istruzione. Poi si ammette che, cosa nota, il paese detiene il più alto numero di suicidi in Europa (su una popolazione di 5,5 milioni di abitanti), che l’estrema destra razzista per poco non vinceva le elezioni, a causa “del malcontento per il crescente divario sociale” attribuito al governo precedente. Le foto dell’articolo ritraggono persone bianche e sorridenti. Insomma è forte il sospetto che chi ha scritto l’articolo abbia nascosto la polvere sotto il tappeto.
Sergio Sinigaglia
_◆ Secondo il World happiness report delle Nazioni Unite, la Finlandia è il paese più felice al mondo per il secondo anno consecutivo. Ma secondo Eurostat, il paese scandinavo è agli ultimi posti per crescita economica. Come mai questa incoerenza? L’articolo di Ana Alfageme ci dà una risposta: lo stato sociale. La ricetta della felicità oggettiva, se così possiamo definirla, è lì. Purtroppo più stato sociale significa più investimenti che non hanno un ritorno economico a breve termine come invece richiedono i mercati. Perché l’Europa continua a classificare i paesi secondo uno solo dei fattori che l’Onu considera importanti per la felicità? Gli stati non sono aziende.
Nicolò Giordano _

La gentrificazione
del fumetto

◆ L’articolo di Alexander Dunst (Internazionale 1344) è scorretto e fuorviante. Sul piano fattuale, la crisi del fumetto popolare non fu conseguenza della comparsa della graphic novel, ma di fattori diversi come la diffusione della televisione, la censura maccartista e un nuovo sistema di vendite. Sul piano concettuale, non ha senso associare la gentrificazione all’editoria. Nel processo di gentrificazione la classe lavoratrice è fisicamente espulsa da uno spazio urbano, mentre
nell’editoria l’affermazione
di un genere letterario non implica l’eliminazione di un altro. L’autore poi considera
la classe lavoratrice come una massa informe, infantile, sprovvista di senso estetico e intelligenza letteraria, e dunque incapace di apprezzare storie autobiografiche o narrative com­plesse.
_Silvia Di Marco, José Maneira _

Errata corrige

◆ Su Internazionale 1345 a pagina 92 Adam Schiff è un deputato democratico, non repubblicano.

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Questo articolo è uscito sul numero 1346 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati