◆ Quest’immagine, scattata da un astronauta a bordo della Stazione spaziale internazionale, mostra il massiccio montuoso della Majella, nell’Appennino centrale abruzzese, in Italia. Il massiccio raggiunge i 2.793 metri d’altezza e si trova ad appena 40 chilometri dal mare Adriatico. L’angolazione obliqua e la presenza di ombre danno un forte effetto tridimensionale all’immagine.
Complessi fenomeni tettonici sollevarono la Majella tra cento e 23 milioni di anni fa, a partire da strati di roccia depositati sui fondali marini. Il monte Amaro, la vetta più alta del massiccio, è composto di calcare, una roccia sedimentaria dal colore chiaro. Sotto l’altopiano spicca una linea orizzontale che separa la roccia brulla dall’inizio della vegetazione. Questa ha un colore rosso scuro perché l’immagine è stata scattata in autunno.
Il massiccio della Majella è una formazione geologica chiamata anticlinale, una piega degli strati rocciosi che spesso contiene petrolio. La Majella ha avuto un ruolo importante per l’industria petrolifera italiana nell’ottocento e nel novecento. Nel 1991, per preservare la biodiversità e il valore archeologico dell’area che comprende il massiccio montuoso, è stato istituito il Parco nazionale della Majella.
Nell’immagine si vede anche il lago di Bomba, un bacino artificiale creato da una diga sul fiume Sangro.–Nasa
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Questo articolo è uscito sul numero 1349 di Internazionale, a pagina 91. Compra questo numero | Abbonati