Il 15 marzo il presidente israeliano Reuven Rivlin ha chiesto all’ex comandante militare Benny Gantz di formare un governo, invocando la fine dello stallo politico che dura da un anno per poter affrontare la pandemia di Covid-19. L’annuncio segna una battuta d’arresto per il primo ministro Benjamin Netanyahu, ma non necessariamente la fine del suo mandato, il più lungo nella storia d’Israele.

Gantz, che guida l’alleanza di centro Blu e bianco, ha ottenuto l’appoggio di 61 parlamentari su 120, tredici giorni dopo la terza tornata elettorale in dodici mesi. Ma non c’è garanzia che l’insieme di forze che sostiene Gantz si metterà d’accordo per formare una coalizione stabile, cosa che non è riuscita dopo le due elezioni precedenti.

Benny Gantz a Rosh Haayin, il 2 marzo 2020 (Ilia Yefimovich, Picture-alliance/Ap/Lapresse)

Rivlin è spinto dalla necessità di assicurare una risposta politica coesa alla diffusione del virus ma allo stesso tempo, promuovendo un esecutivo di unità nazionale ad interim che include sia Gantz sia Netanyahu, sta cercando una soluzione alla crisi politica.

Oltre al sostegno di Blu e bianco e di una piccola coalizione di centrosinistra, Gantz ha anche l’appoggio della Lista unita, a prevalenza araba, e del partito laico nazionalista di destra Yisrael beiteinu. Ma a parte essere contrari a Netanyahu, sul piano politico Lista unita e Yisrael beiteinu non hanno quasi nulla in comune. La coalizione di Netanyahu, considerata più compatta, comprende oltre al Likud (il partito del premier, di destra) l’alleato religioso nazionalista Yemina e due partiti ultraortodossi. Netanyahu e Gantz hanno entrambi appoggiato l’ipotesi di un governo di unità nazionale.

Processo rinviato

In Israele ci sono 324 casi confermati di coronavirus e decine di migliaia di persone in quarantena. Le autorità hanno proibito assembramenti di più di dieci persone e hanno imposto la chiusura di scuole, università, ristoranti e bar.

A gennaio Netanyahu era stato accusato formalmente di corruzione, frode e abuso d’ufficio in tre diversi casi, diventando il primo capo del governo israeliano a essere incriminato mentre è in carica. Gantz aveva rifiutato di partecipare a un governo guidato da una persona sotto inchiesta, ma era prima della pandemia. Il processo di Netanyahu si sarebbe dovuto aprire il 16 marzo, ma la corte distrettuale di Gerusalemme ha dichiarato che per ora esaminerà solo i casi urgenti e la prima udienza è stata rinviata al 24 maggio. ◆ fdl

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Questo articolo è uscito sul numero 1350 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati