Il 26 marzo del 2000 Vladimir Putin è stato eletto per la prima volta presidente della Russia. Vent’anni dopo è ancora al governo e a luglio del 2020 ha ottenuto con un referendum la possibilità di restare in carica fino al 2036. Il fotografo Julien Daniel nel febbraio del 2019 è stato a Mosca e ha incontrato decine di giovani russi nati quando Putin è salito al potere. A ognuno ha fatto domande sulla loro vita e sui progetti per il futuro: “Di solito per ottenere un buon ritratto bisogna scattare una cinquantina di foto, ma con loro non è stato necessario. Avevano qualcosa di profondo negli occhi”. Ne è nata la serie Mosca, nuova generazione, in cui accanto alle foto ci sono le testimonianze dei ragazzi. Alcuni gli hanno confessato di rendersi conto che è un’anomalia avere la stessa persona al governo da tanti anni, ma apprezzano la stabilità che Putin ha portato dopo il crollo dell’Unione sovietica. Altri hanno cambiato idea sul presidente dopo il conflitto in Ucraina e hanno cominciato a frequentare gruppi dell’opposizione. “Putin è come il cielo sulle loro teste, è sempre stato lì. È difficile immaginare una trasformazione. Uno di loro mi ha detto che non è solo un presidente, ma un modo di vivere”(foto Myop). ◆

Julien Daniel è un fotografo francese nato a Parigi nel 1970.

Mosca
Ekaterina, 21 anni. “Credo che votare sia inutile. Ci saranno sempre le stesse persone al governo”
Mira, 20 anni. “La nostra generazione vuole dei grandi cambiamenti. Ma abbiamo bisogno di una vera organizzazione”
Ted, 17 anni, nel campetto di calcio dove si allena.
Marusja, 21 anni. Mosca è sempre stata la mia casa. Ho cominciato a frequentare le riunioni dei gruppi dell’opposizione quando avevo tredici anni. Odio Putin. I cambiamenti futuri dipendono dalla nostra generazione, quella che non ha conosciuto l’Unione Sovietica. La paura del passato non ci paralizzerà”.
Miša, 23. “La vita nel resto della Russia non è come quella a Mosca, è un altro mondo. Avevo tre anni quando Putin è stato eletto la prima volta. Quando ero bambino ero affascinato da questo presidente che andava a cavallo e guidava moto d’acqua… Nel 2010 ho cominciato a partecipare a degli incontri di alcuni gruppi di opposizione. Le persone che leggono i giornali indipendenti non sono abbastanza”.
Andrej, 21 anni. “Ho trascorso tutta la vita a Mosca, ma disprezzo questa città. Potrebbe sembrare un’utopia, ma sento che sta succedendo qualcosa intorno a me: le persone s’interessano alla politica, i giovani fanno campagna elettorale per l’opposizione. Dobbiamo raccontare quello che succede a chi guarda la propaganda in tv”.
Magliette di Vladimir Putin in un negozio di souvenir in via Arbat, nel centro storico di Mosca.
Vlad, 21 anni, e Nastja, 19. “La situazione è difficile: censure, persone condannate per opinioni. Certo non si può incolpare Putin per tutto il male che c’è nelle nostre vite. Non dobbiamo lamentarci, ma impegnarci di più”, ha detto Vlad, che ha viaggiato molto in Europa, ma vuole restare a Mosca. Nastja studia arte e design. “Non ci sono leader validi al momento nell’opposizione. Spero di poter votare alle prossime elezioni”.
Alesja, 22 anni. “La politica mi sembra una linea retta, senza cambiamenti. In tv e alla radio l’unica opinione considerata valida è quella del presidente. Credo che le persone la pensino più liberamente rispetto a cinque anni fa. Su internet c’è più libertà. Non ho progetti per il futuro, m’interessa solo il presente”.
La stanza di un appartamento nel quartiere Žulebino.
Marija, 28 anni. “Ho lasciato l’Ucraina quando è cominciata la guerra. Mi manca il mio paese. Qui in Russia ho amici e parenti, ma non mi sento al sicuro politicamente. Se la situazione peggiora, penso di andarmene in Germania o in Portogallo”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1386 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati