Per una madre un’adozione può essere un trauma o un miracolo. Così si può riassumere il quattordicesimo lungometraggio di Naomi Kawase. In True mothers ci vengono mostrate due donne, la giovane Hikari (Aju Makita) e Sakoto (Hiromi Nagasaku), prima e dopo il loro diventare madri. Hikari rimane incinta mentre va ancora a scuola. Sakoto, sposata con un uomo sterile, adotta un bambino appena nato. Una vita distrutta, una vita realizzata e anche una vita salvata: True mothers sembra attenersi a questo programma. Tutto va male a Hikari, vittima di una società che la condanna a una disapprovazione silenziosa. Sakoto invece è avviata verso una felice esperienza di madre. Ma le cose cambiano. True mothers sembra suggerire che il cammino di un genitore non finisce mai e arriva a considerare entrambe le donne come eroine. Una storia semplice che diventa un melodramma potente grazie alla libertà che Kawase concede alle sue protagoniste.

Olivier Lamm, Libération

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Questo articolo è uscito sul numero 1443 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati