Calvo, occhialuto, piegato dal peso di mille delusioni, Paul (Nicolas Cage) scopre che inspiegabilmente ha cominciato a comparire nei sogni delle persone. All’inizio in quelli di gente che conosce, ma presto anche di perfetti sconosciuti. L’autore norvegese Kristoffer Borgli infonde alla sceneggiatura una sorta di tristezza che mette in primo piano la necessità di riconoscimento da parte di Paul. Inizialmente è perplesso, poi compiaciuto e infine pietrificato, quando il film imbocca una strada oscura, i sogni si trasformano in incubi e Paul comincia a essere braccato dalle persone che lo sognano. Riflettendo sugli aspetti negativi della notorietà e sulla nostra aspirazione a raggiungerla a tutti i costi, Dream scenario è divertente e surreale, ma ha più idee che spazio e a tratti può disorientare. Evita di approfondire la cancel culture per concentrarsi sulla volubilità delle masse pronte a passare in un batter d’occhio dall’adulazione alla condanna anche di chi non ha fatto nulla.
Jeannette Catsoulis, The New York Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1538 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati