Il sipario si alza in una Casablanca notturna, diversa da quella propagandata dall’ufficio del turismo. Malavita, combattimenti di cani, sangue, violenza, miseria sociale. Il proprietario di un molosso accusa gli organizzatori di aver truccato l’incontro perso dal suo cane e viene pestato dai proprietari del cane vincitore. Al mattino conosciamo i due protagonisti del film. Issam, un giovane che si arrangia per sopravviere, e suo padre Hassan, picchiatore ed ex detenuto, sempre disponibile per qualche lavoro sporco. Il rapporto tra i due è molto intenso, sottolineato dalle riprese febbrili e da una fotografia sgranata, illuminata dai fari delle automobili. Dovranno liberarsi di un cadavere e con loro passeremo la notte successiva tra delusioni, visioni e colpi di sfortuna. Siamo sempre lì con loro: è il punto di forza di questo magnifico esordio, una sarabanda di risate e paura che alla fine ci lascia a meditare sul prezzo della vita umana.
Jacques Mandelbaum, Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1566 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati