Nella provincia francese del 1870, il proprietario di una locanda accetta di sposare una ragazza che gli nasconde il suo essere ricoperta di peli. Rosalie non è il dramma in costume con un messaggio sulla diversità che potremmo aspettarci. Sottraendosi alle trappole del “sola contro il mondo” e descrivendo la vita di una coppia unita dal rifiuto delle convenzioni, Di Giusto commuove senza forzature melodrammatiche.
Xavier Leherpeur, Le Nouvel Obs
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Questo articolo è uscito sul numero 1566 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati