Fondato nel 1947 dai fratelli Boskovsky – Willi al violino e Alfred al clarinetto – il Wiener Oktett cominciò a registrare per la Decca l’anno successivo, accumulando una discografia straordinariamente coerente, con alcune registrazioni che sono ancora un punto di riferimento. Questo cofanetto copre l’intera produzione dell’ensemble dal luglio 1948 al novembre 1972. È difficile trovare archi e fiati così dolci, con musicisti che si fondono, si bilanciano e interagiscono tra loro senza sforzo. Non sorprende che il repertorio ruoti intorno alla tradizione austro-tedesca: gli ottetti di Schubert, Mendelssohn e Spohr, i settimini di Beethoven, Kreutzer e Berwald e i quintetti con clarinetto di Mozart e Brahms, oltre a divertimenti di Mozart di varie forme e dimensioni. Ogni tanto l’ensemble esce dalla sua zona di comfort, con rarità come gli ottetti di Marcel Poot, Egon Wellesz e Henk Badings. E l’abbinamento tra la sinfonietta giovanile di Benjamin Britten e l’ottetto dell’anziano Paul Hindemith rimane uno dei punti più alti della discografia dell’ensemble viennese. Ventisette cd sono troppi? Decidete voi. Comunque grazie a Cyrus Meher-Homji, produttore della Eloquence, per averci presentato l’eredità del Wiener Oktett in modo perfetto.
Jed Distler, ClassicsToday

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Questo articolo è uscito sul numero 1566 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati