L’aumento del prezzo del petrolio causato dal blocco dello stretto di Hormuz sta avendo un effetto collaterale in Giappone: la corsa per accaparrarsi la carta igienica, un fenomeno che si era già verificato all’epoca della crisi petrolifera del 1973 e della pandemia di covid-19. Il rischio che finiscano le scorte è stato escluso dall’associazione giapponese dell’industria della carta per uso domestico, che riunisce 41 aziende produttrici: in un comunicato ha assicurato che “non ci sono problemi di approvvigionamento delle materie prime, nella produzione o nella distribuzione”. Secondo il direttore dell’associazione, Morio Ishizuka, in Giappone circa il 60 per cento delle materie prime per la carta igienica proviene da carta riciclata. Il resto è polpa di cellulosa, che non arriva dal Medio Oriente. Al momento non sono state segnalate carenze nei centri di distribuzione.
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Questo articolo è uscito sul numero 1657 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati