Il culto che c’è attorno alla Drain Gang su internet ha creato un’aura quasi mitica attorno al collettivo rap svedese. Perciò mi sorprende che, quando incontro uno dei leader del gruppo, Thaiboy Digital, lui sia esattamente come me l’aspettavo: vestito nel suo inconfondibile stile preppy svedese con un tocco di vestiti firmati. Ci troviamo a Thonglor, un quartiere elegante di Bangkok, ma dal modo in cui ne parla, potrebbe essere Stoccolma, clima a parte. I suoi amici Bladee e Yung Lean sono stati qui di recente. Thanapat Bunleang è nato a Khon Kaen, in Thailandia, e si è trasferito a Stoccolma a nove anni.

Tuttavia, una volta scaduto il visto di lavoro di sua madre e compiuti i 18 anni, non gli è stato concesso il permesso di soggiorno permanente, il che lo ha portato a dover lasciare la Svezia nel 2015. Ora Thaiboy Digital vive a Bangkok. E nonostante si trovi a ottomila chilometri di distanza dal resto della Drain Gang, è rimasto attivo, pubblicando tre album da solista. Ultimamente si dedica anche a DJ Billybool, un progetto eurodance in lingua svedese. Una volta che Thaiboy ha cominciato a sperimentare l’energia delle serate tailandesi, la sua passione per la dance si è riaccesa e ha fatto emergere un legame tra la sua educazione asiatica e quella europea. Così è nato il nuovo album Paradise. “Quando sono tornato in Thailandia all’inizio mi sentivo perso. La musica mi ha salvato”, dice.
Harry Thorfinn-George, Pitchfork

Thaiboy Digital (Dr)

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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati