Troppo spesso la società spinge le persone ad abbandonare la speranza e la chiama “maturità”. I Friko scrivono canzoni come se qualcuno gli avesse presentato questa opzione in maniera brutale, ma poi hanno deciso di continuare a scegliere comunque la speranza. Il gruppo indie di Chicago canalizza questo sentimento in qualcosa di reale nel secondo album, dando forma a un universo emotivo mentre espande il suo suono. La dinamica che alterna momenti di quiete a esplosioni di energia è più viva che mai ma adesso con due nuove aggiunte alla chitarra e al basso ha maggiore spinta. La batteria di Bailey Minzenberger si solleva mentre le chitarre interpretano lo stesso senso di possibilità narrato dalle parole di Niko Kapetan. Nel quotidiano danno la sensazione che ogni nota e ogni verso siano le uniche cose che importano. Tra così tanta musica rock che oggi estetizza la disperazione o si nasconde dietro l’ironia, questa band elogia la sincerità, come succedeva nei primi anni duemila. Le canzoni sembrano quei brevi momenti speciali – il primo bacio, un palloncino che si libra in aria, una discesa in bici troppo veloce – in cui tutto il corpo grida “sì”. Something worth waiting for ammette quanto sia facile cedere al cinismo e cerca di resistergli.
Kyle Kohner, Exclaim!
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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati