◆ Le grandinate sono già uno dei fenomeni meteorologici più dannosi, ma il cambiamento climatico è destinato a renderle ancora più pericolose, conclude uno studio pubblicato su Nature. Negli ultimi vent’anni è stato osservato un aumento delle grandinate in regioni dove un tempo erano piuttosto rare, e i danni provocati da questi eventi sono arrivati a decine di miliardi di dollari all’anno. Gli scienziati si aspettano che l’innalzamento della temperatura aumenti l’intensità delle tempeste, ma nel caso della grandinate l’effetto potrebbe essere più complesso: da un lato la maggiore energia disponibile favorisce la formazione di chicchi più grossi, dall’altro la temperatura più alta facilita lo scioglimento. Finora gli studi dettagliati hanno preso in esame solo regioni circoscritte, ma un gruppo di ricercatori statunitensi e cinesi ha usato dei nuovi modelli computerizzati per simulare l’effetto del cambiamento climatico su più di 14mila grandinate registrate in tutto il mondo. Hanno così concluso che gli eventi con chicchi di diametro superiore a trenta millimetri, capaci di provocare gravi danni a colture, edifici e veicoli, sono destinati ad aumentare del 37,9-51,8 per cento entro il 2100, mentre quelli con chicchi più piccoli diminuiranno del 4-12 per cento. Le variazioni saranno più consistenti nelle regioni temperate, mentre in quelle tropicali e subtropicali l’aumento dell’umidità dovrebbe accelerare lo scioglimento dei chicchi, compensando in parte gli effetti del riscaldamento.
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Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 106. Compra questo numero | Abbonati