Chi è Gianni Infantino, l’onnipotente presidente della Fifa dal 2016, e come è riuscito a blindare il suo regno? Simon Bolle, giornalista del quotidiano sportivo francese L’Équipe, ha cercato di rispondere seguendo le tracce del “fantasma Infantino” per due anni. Nel libro inchiesta, Fifa connection (Flammarion), pubblicato a un mese dai Mondiali di calcio che si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, l’autore ripercorre la fulminea e opaca ascesa dell’ex zelante segretario generale dell’Uefa e racconta come, in dieci anni, sia diventato “un uomo di potere” a capo di una fiorente multinazionale (con un fatturato che per il ciclo 2023-2026 potrebbe arrivare a 13 miliardi di dollari). Cerca anche di far luce sulle tante domande senza risposta che circondano il regno di Infantino, compresi i suoi stretti legami con Trump. Il compito si è rivelato piuttosto difficile, visto che il capo del calcio mondiale è diventato un maestro nell’eludere i giornalisti come un’anguilla e nel nascondersi dietro un esercito di professionisti della comunicazione. Le Monde
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Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati