“La mattina del 3 giugno una densa coltre di fumo nero aleggia su San Pietroburgo”, scrive il Kyiv Independent. Il presidente Volodymyr Zelenskyj ha confermato che le forze ucraine hanno colpito il terminal petrolifero della città russa proprio mentre varie personalità arrivavano per il Forum economico internazionale, una conferenza di imprenditori e funzionari ospitata dal presidente russo Vladimir Putin. Lo stesso giorno, a Kiev, è arrivato il segretario generale della Nato, Mark Rutte: la sua visita è cominciata il giorno dopo uno dei più gravi attacchi russi sulla capitale ucraina, che ha causato la morte di almeno 23 persone e il ferimento di più di cento. Mosca sostiene che l’operazione era una risposta agli ultimi attacchi ucraini alle infrastrutture, ma secondo Zelenskyj ha colpito principalmente obiettivi civili. Il 28 maggio un drone russo carico di esplosivo era caduto su un condominio a Gala ț i, in Romania. Secondo il quotidiano romeno Adevărul dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina i droni russi hanno violato lo spazio aereo del paese almeno 28 volte e frammenti di droni hanno raggiunto il suo territorio almeno 47 volte.
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Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati