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Ha compiuto quarantadue anni il 13 luglio, al sessantunesimo giorno di sciopero della fame. Oleg Sentsov è un regista ucraino nato in Crimea. Leggi

La replica di Eleonora Forenza, Curzio Maltese e Barbara Spinelli

Abbiamo votato contro la Risoluzione sulla Russia e in particolare sulle condizioni di Oleg Sentsov, insieme a tutto il gruppo della Sinistra unitaria europea-Sinistra verde nordica (GUE/NGL), perché non crediamo che la difesa dei diritti umani possa essere strumentalizzata, né possiamo incoraggiare la tendenza a utilizzare alcune vicende per nasconderne altre. Il contenuto del testo infatti rivendica in blocco e appoggia la politica dell’Unione Europea verso la Russia che non condividiamo nel suo complesso: non è il momento di riconfermare sanzioni economiche alimentando la tensione fra questi paesi e rilanciando la guerra fredda, ma sono più che mai necessari dialogo e diplomazia. Ogni giovedì durante le riunioni di Plenaria vengono affrontati tre casi di violazione dei diritti umani posti all’attenzione dell’Assemblea, secondo criteri molto sovente parziali e fortemente sbilanciati, frutto di scelte di una maggioranza talvolta animata più da obiettivi politici che dal desiderio di difendere i diritti umani.

Ci opponiamo fortemente a qualsiasi misura coercitiva nei confronti dei media e delle ong, che non tuteli la dignità e la libertà di espressione e informazione di ogni persona. Questo vale per tutte le parti coinvolte, tanto nei conflitti come in tempo di pace. Purtroppo, la risoluzione che ha affrontato la questione di Sentsov non menziona, per esempio, i casi di numerosi prigionieri detenuti in Ucraina, fra cui giornalisti e attivisti dell’opposizione. Per tutti vale la richiesta di scarcerazione e di rispetto integrale dei diritti umani”

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Il voto imbarazzante di 36 eurodeputati di sinistra 

Oleg Sentsov è un regista ucraino, nato a Sinferopoli, in Crimea. Dal 2015 sta scontando venti anni di carcere per terrorismo. Una risoluzione per la sua liberazione non è stata votata da un’inedita serie di eurodeputati. Leggi

La versione del Cremlino

Il conflitto in Ucraina, la guerra in Siria, i rapporti con l’Europa. Le posizioni dell’establishment di Mosca, e di milioni di russi, nell’intervista con il politologo Sergej Markov. Leggi

Nella vicenda Babčenko la vera vittima è la fiducia

La messa in scena dell’omicidio del giornalista russo in esilio Arkadij Babčenko solleva delle domande: cosa succederà se un reporter sarà davvero ucciso? Chi ascolteremo? A chi potremo credere? Leggi

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Mosca dovrebbe ammettere le sue responsabilità sul volo MH17

Anche se Putin considera legittime le azioni militari russe in Ucraina, dovrebbe chiarire che considera l’abbattimento dell’aereo un terribile errore e offrire dei risarcimenti alle famiglie delle vittime. Leggi

Giovani,  tifosi e di estrema destra

Yulia Krivich ha ritratto un gruppo di giovani hooligans ucraini. I colori pastello e le atmosfere sospese distolgono dai dettagli più violenti. Leggi

I nazionalisti ucraini addestrano i guerrieri di domani

Il battaglione Azov, una milizia di estrema destra nata per combattere i separatisti filorussi, organizza campi di addestramento per bambini e ragazzi. Leggi

Oliver Stone nella testa di Vladimir Putin

Il regista è forse troppo indulgente con il presidente russo. Ma la lunga intervista di quattro ore ha comunque molto da insegnare. Leggi

La Russia non trasmetterà l’Eurovision.
La Russia non trasmetterà l’Eurovision. Il canale televisivo russo Channel One ha annunciato che non manderà in onda l’Eurovision Song Contest che si svolgerà a Kiev, in Ucraina, tra il 9 e il 13 maggio 2017. La decisione del canale tv arriva dopo che l’Ucraina ha comunicato che non avrebbe permesso a Julia Samoilova, cantante che rappresenta la Russia, di entrare nel paese per partecipare alla competizione perché nel 2014 l’artista si era esibita in Crimea. L’European broadcasting union, che organizza l’evento, ha comunicato che quindi la Russia non potrà partecipare all’Eurovision 2017.
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Distruzione a Donetsk
Nessuno parla delle vittime di stupro nella guerra in Ucraina

Quando Lena si sveglia, non vede niente. Ha una benda sugli occhi e le mani legate dietro la schiena. È presa dal panico e si mette a urlare. Una guardia entra e la colpisce con un fucile. I suoi amici l’avevano avvertita. Donetsk, nella zona separatista filorussa nell’est dell’Ucraina, è diventato un posto pericoloso per una giornalista, soprattutto se viene da Kiev. “Se non ci va nessuno, il mondo non saprà quello che sta succedendo laggiù”, aveva risposto. Era il maggio 2014. Da allora, non passa un giorno senza che si penta della propria decisione. Leggi

Ex parlamentare russo ucciso a Kiev.
Ex parlamentare russo ucciso a Kiev. Un uomo armato ha ucciso Denis Voronenkov, 45 anni, ex parlamentare russo, davanti a un hotel nel centro di Kiev. L’assalitore, ferito dalla guardia del corpo di Voronenkov, è morto dopo essere stato trasportato all’ospedale. Voronenkov si era trasferito in Ucraina con la moglie, rinunciando anche alla cittadinanza russa, perché affermava di essere perseguitato dai servizi segreti di Mosca.
Esplosione in un deposito di munizioni in Ucraina.
Esplosione in un deposito di munizioni in Ucraina. L’esercito di Kiev ha denunciato il sabotaggio del magazzino della base militare di Balakleya, nell’est del paese, che contiene circa 138mila tonnellate di munizioni per carri armati. Non ci sono state vittime, ma ventimila persone hanno dovuto lasciare i villaggi della zona, che si trova vicino al confine con la Russia.
Proteste a Kiev
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Tre anni dopo piazza Maidan
Raggiunto l’accordo con la Russia: il cessate il fuoco in Ucraina comincia oggi.
Raggiunto l’accordo con la Russia: il cessate il fuoco in Ucraina comincia oggi. L’accordo è stato raggiunto nell’incontro tra il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov e i ministri degli esteri di Ucraina, Germania e Francia il 18 febbraio a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco. La dichiarazione di Lavrov è arrivata pochi minuti dopo che il ministro degli esteri ucraino Pavlo Klimkin ha detto ai giornalisti di non essere soddisfatto dell’accordo raggiunto.
Le ambiguità diplomatiche di Trump

Sarà una settimana importante. Tra la riunione dei ministri della difesa della Nato in programma il 15 febbraio, quella dei ministri degli esteri del G20 del 16 e la tradizionale conferenza di Monaco del prossimo fine settimana, dedicata a questioni geostrategiche, i leader mondiali avranno modo di conoscere gli uomini della squadra di Donald Trump. Leggi

La Germania prova a organizzare un vertice sulla crisi in Ucraina.
La Germania prova a organizzare un vertice sulla crisi in Ucraina. Il ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel ha avviato dei colloqui con Russia, Francia e Ucraina per organizzare un vertice sulla situazione ucraina. L’idea sarebbe di trovarsi a margine del G20 dei ministri degli esteri che si svolgerà a Bonn il 16 e il 17 febbraio 2017.
Il conflitto infinito dell’Ucraina

A un mese dalla firma dell’ultimo cessate il fuoco, il 29 gennaio nell’est dell’Ucraina sono ripresi i combattimenti tra i soldati ucraini e i ribelli separatisti filorussi. Sono stati gli scontri più violenti dal febbraio del 2015, quando sono stati firmati gli accordi di Minsk. Leggi

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