Il boom globale del maccha, il té in polvere giapponese amato per le sue proprietà benefiche, continua a spingere le esportazioni di tè verde a livelli inediti, grazie soprattutto alla domanda proveniente da Stati Uniti, Europa e Asia. Ma la capacità produttiva fatica a tenere il passo, scrive lo Yomiuri Shimbun. Le aziende produttrici devono affrontare carenza di manodopera, invecchiamento della popolazione agricola, costi crescenti e gli effetti del cambiamento climatico. Inoltre le piante di tè richiedono anni per entrare in produzione e la lavorazione del tencha, materia prima del maccha, è lenta e laboriosa. L’aumento dei prezzi e della domanda non si traduce sempre in maggiori guadagni per gli agricoltori, poiché gran parte del valore aggiunto è assorbita da chi trasforma, distribuisce e commercializza il prodotto. Si teme quindi che il successo del maccha non basti, da solo, a garantire il ricambio generazionale e la sostenibilità del settore nel lungo periodo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati