Il 30 maggio il governo autoritario sandinista del Nicaragua guidato da Daniel Ortega e Rosario Murillo ha informato con un breve comunicato che il leader indigeno Brooklyn Rivera, capo del partito Yatama e rappresentante dei nativi della costa caraibica, è morto in ospedale per le conseguenze del covid. Il sito nicaraguense Divergentes, la cui redazione è in esilio nella Costa Rica, scrive che Rivera era stato sequestrato dalla dittatura nel 2023 e che da quel momento, per tre anni, nessuno aveva più avuto sue notizie, fino al 27 maggio quando è stato mostrato in fin di vita. “Rivera aveva sempre avuto una relazione difficile con il sandinismo, dal trionfo della rivoluzione nel 1979. Il motivo”, sottolinea Divergentes, “è la visione razzista che i sandinisti hanno sempre avuto dei popoli nativi e dei loro territori, considerati una risorsa da depredare”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati