La vecchia nuvola fluttuante ha un argomento più convenzionale rispetto ai racconti più sperimentali della scrittrice cinese Can Xue (nata nel 1953): una relazione amorosa tra vicini di casa e il conseguente peggioramento della posizione lavorativa dell’uomo. I personaggi possiedono una psicologia riconoscibile e legami familiari ben definiti. Ma Can Xue spinge questi elementi verso il bestiale e il favoloso. L’autrice possiede una straordinaria abilità nel costruire metafore iterative, che si sviluppano e si trasformano nel corso del racconto: spioncini nei muri, mosche morte nella ciotola del riso… A volte ricorda una pittrice visionaria, intenta a tracciare figure deformate su un paesaggio inquietante; altre volte si confronta con i grandi maestri novecenteschi che hanno saputo dare significato alla decomposizione e al decadimento, soprattutto Kafka, perché anche lei crea un linguaggio di immagini nuovo a partire da un mondo che sembra irrimediabilmente malato. Il suo sarcasmo può essere feroce e irresistibile, ma è sempre inserita in situazioni ancora più divertenti per la loro stranezza. Le sue descrizioni hanno una fisicità al limite del disgustoso, tuttavia riguardano personaggi che sembrano quasi privi di corpo. L’arte che nasce da condizioni difficili viene talvolta definita “un miracolo”. Nel caso di Can Xue il termine si adatta tanto all’opera quanto al fatto che sia riuscita ad arrivare alla pubblicazione in Cina.
John Domini, The New York Times (1991)

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Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati