Sono venticinque anni che Asena Bulut non torna a Istanbul. In un maggio anomalo, sotto la neve, si scopre straniera nella città dove ha aperto per la prima volta gli occhi.
Nell’Avana degli anni cinquanta Mario conduce un’esistenza tranquilla, finché sull’isola approda Regina, una donna affascinante con un figlio dodicenne, genio degli scacchi.
Un saggio noir e un’autobiografia onirica attraverso un itinerario delle dodici ore notturne.
Violetta e Federico hanno una nuova scusa per tornare a Carloforte, in Sardegna, ed entrambi con l’isola hanno delle questioni in sospeso.
Un romanzo che riflette con umorismo sul potere, sull’amore e sul mondo dell’arte contemporanea, mettendo a nudo le dinamiche delle élite.
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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati