Dopo un rinvio di due giorni, il 21 giugno sono cominciati in Svizzera i colloqui tra Stati Uniti e Iran per mettere fine alla guerra. La delegazione iraniana – di cui fanno parte il capo negoziatore e presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli esteri Abbas Araghchi e il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati – e quella statunitense – composta dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, consulente e genero del presidente Donald Trump – si riuniscono in un albergo di lusso a Bürgenstock, sulle Alpi.

In un comunicato congiunto i governi di Pakistan e Qatar, che agiscono da mediatori, hanno fatto sapere che tra le due parti è stato “raggiunto un accordo su una tabella di marcia con l’obiettivo di arrivare a un accordo definitivo entro 60 giorni, gettando così le basi per l’avvio immediato di nuove discussioni tecniche” nel corso della settimana. Inoltre è stato concordato di attivare una “linea di comunicazione per evitare incidenti nello stretto di Hormuz” e una “cellula per la gestione dei conflitti” per mettere fine agli scontri tra Israele e il movimento sciita filoiraniano Hezbollah in Libano.

Quello che non è ancora chiaro, nota Arab News, è se ciò “sarà sufficiente a fermare i combattimenti tra Hezbollah e Israele, che occupa il Libano e insiste nel voler avere le mani libere per colpire i militanti che sferrano attacchi nel nord di Israele”. Il 23 giugno si è aperto a Wash­ington un nuovo round di colloqui tra Libano e Israele, che Hezbollah rifiuta. Le trattative, spiega The New Arab, mirano a consolidare il cessate il fuoco, discutere misure di sicurezza lungo il confine e compiere passi verso una tregua più duratura. Secondo il giornale panarabo i funzionari iraniani hanno affermato che la questione libanese è stata tra i temi discussi in Svizzera. Il 20 giugno Teheran ha nuovamente chiuso lo stretto di Hormuz in risposta ai bombardamenti israeliani di quel giorno sul Libano. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 18. Compra questo numero | Abbonati