L’esposizione londinese esplora il significato speciale, quasi sacro, che attribuiamo ai nostri souvenir pop più preziosi e la geografia in continua evoluzione dei luoghi di culto della cultura pop, dal memoriale dedicato a David Bowie a Brixton alla tomba di Dobby tra le dune del Pembrokeshire, fino alla lapide coperta di graffiti di Jim Morrison nel cimitero parigino di Père-Lachaise. È un vero tesoro di opere e oggetti del cuore: Notice me… t a ke my hand di Connor Coulston, una sorta di boccale di Britney in ceramica smaltata e neon; una gomma masticata da Nina Simone; una collezione di oggetti dedicati a George Michael. Parecchie delle cose esposte provengono dalle collezioni private dei fan e sono presentate con la stessa cura riservata alle opere d’arte che ci si aspetterebbe di trovare alla Somerset house. Nella gerarchia ufficiale delle reliquie cattoliche, del resto, una gomma da masticare appartenuta a Nina Simone occuperebbe una posizione più elevata rispetto a un’opera d’arte. Nella religione come nel culto del pop, il fattore decisivo è la vicinanza all’idolo.
Dazed
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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati