Olio L’aumento della domanda di oli vegetali per l’alimentazione, la produzione di cosmetici e altri usi sta avendo conseguenze ambientali sempre più gravi, avverte uno studio pubblicato su Nature Food. Un gruppo di ricercatori ha valutato 19 colture analizzando decenni di dati sulla produzione, il commercio e l’uso della terra, e ha concluso che il loro impatto sulla biodiversità è aumentato dell’80 per cento tra il 1990 e il 2020. In particolare tre colture, la palma da olio (nella foto una piantagione in Indonesia), il cocco e la soia, sono responsabili del 75 per cento della perdita di biodiversità. Gli effetti sono più marcati nelle regioni tropicali e non sono dovuti alla crescita della popolazione globale, ma all’aumento dei consumi negli Stati Uniti, nell’Unione europea e in Cina.
Caldo Un’ondata di caldo eccezionale con picchi di oltre 40 gradi ha investito tutta l’Europa occidentale, superando diversi record stagionali di temperatura e provocando decine di morti e la chiusura di scuole e altre attività. Tra i paesi più colpiti c’è la Francia, dove è stato registrato il giorno più caldo di sempre. Il fenomeno è dovuto a una massa di aria calda proveniente dal Sahara che ha bloccato le correnti in arrivo dall’Atlantico, ma secondo uno studio di attribuzione rapida realizzato da ClimaMeter i suoi effetti sono stati amplificati dal cambiamento climatico, che ha aggiunto da due a quattro gradi alle temperature normalmente associate a condizioni di questo tipo.
**Incendi **Tra il 14 e il 17 giugno due incendi sono scoppiati sulla costa sudorientale della Groenlandia, favoriti dalla scarsità di precipitazioni nei mesi precedenti. Normalmente gli incendi sull’isola sono molto rari e si concentrano nei mesi di luglio e agosto, ma secondo alcune ricerche stanno diventando più frequenti.
Aviaria Secondo uno studio in attesa di revisione pubblicato su BioRxiv, tra ottobre e gennaio tre quarti dei piccoli di elefante marino meridionale sull’isola Heard (nella foto), cioè più di 13mila esemplari, sono morti a causa dell’influenza aviaria H5n1. Sull’isola, che si trova nel sud dell’oceano Indiano a circa 1.700 chilometri dalle coste dell’Antartide, la malattia ha ucciso anche altri mammiferi e uccelli marini, tra cui centinaia di pinguini reali.
Monsoni Secondo le autorità indiane dall’inizio della stagione dei monsoni le precipitazioni nel paese sono state inferiori del 43 per cento rispetto alla media, probabilmente a causa degli effetti del Niño.
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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati