Regno Unito
Il vertice della Nato che si è tenuto il 7 e l’8 luglio ad Ankara è stato uno dei più difficili nella storia dell’alleanza per quanto riguarda i rapporti tra Washington e i suoi partner europei. Il primo giorno il presidente statunitense Donald Trump ha tentato di recuperare i rapporti con l’Italia. Nella polemica con Giorgia Meloni è intervenuto anche il ministro della difesa belga, il nazionalista Theo Francken, riporta Politico: “Abbiamo bisogno degli Stati Uniti come alleati, ma Meloni non si tocca. È la regina del centrodestra in Europa”. Poi il presidente statunitense ha messo in chiaro che intende ancora prendere il controllo della Groenlandia, che “alla Danimarca non serve”, costringendo la prima ministra danese, Mette Frederiksen, a dichiarare che l’isola “naturalmente non è in vendita”, scrive l’Jylland Posten. L’8 luglio è toccato alla Spagna. El Diario riporta le parole di Trump durante una conferenza stampa insieme al segretario generale della Nato Mark Rutte: “Ho parlato con la Germania, con la Francia, con il Regno Unito, con l’Italia… Non ho parlato con la Spagna. È una causa persa. Non vogliamo più fare affari con la Spagna”, ha detto il presidente (nella foto, il premier spagnolo Pedro Sánchez). Se l’alleanza vacilla, il più avvantaggiato dal summit in Turchia è il suo presidente Recep Tayyip Erdoğan, che si è presentato come un partner indispensabile dell’occidente, tanto da ottenere da Washington l’impegno di nuove forniture di aerei da guerra F-35, come ricorda il quotidiano turco BirGün. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati