Negombo, Sri Lanka, 6 luglio 2026 (Ishara S. Kodikara, Afp/Getty)

Ventisette persone sono morte e almeno cento sono rimaste ferite negli scontri scoppiati il 4 luglio nel carcere di Negombo, città costiera a nord di Colombo. Per due giorni due gruppi di detenuti si sono scontrati per una questione legata al traffico di droga. Tra i morti ci sono sette agenti della polizia penitenziaria. Stando alle indagini, le violenze sono cominciate quando alcuni detenuti hanno rivelato agli agenti informazioni sul traffico di stupefacenti dentro la prigione, causando la reazione delle persone coinvolte. Secondo il Comitato per la protezione dei detenuti, nel carcere di Negombo, che ha una capienza di 650 persone, ne sono detenute 2.400. Per ridurre l’affollamento, il 7 luglio 743 sono state trasferite in quattro carceri diversi. Nel dicembre 2020 c’erano stati scontri in un altro carcere, con undici detenuti morti e 117 feriti, spingendo il governo a rilasciare centinaia di persone per alleviare la pressione nelle strutture. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati