Maurice Bailey, un timido tipografo di Derby sopravvissuto a un’infanzia infelice, conobbe l’amore a trent’anni, quando nel 1963 sposò Maralyn Harrison. Quasi dieci anni dopo, in un’epoca in cui la Gran Bretagna aveva eletto un primo ministro velista, Ted Heath, i Bailey lasciarono il loro bungalow nel Lake District per salpare insieme verso la Nuova Zelanda. Il loro viaggio non nacque da un impulso improvviso. Nei cinque anni precedenti avevano costruito con le proprie mani la barca, battezzandola Auralyn, fusione dei loro nomi e forse, per loro, la cosa più vicina all’essere genitori. La loro meticolosa preparazione si rivelò preziosa anche dopo il passaggio del canale di Panamá, quando lo scafo dell’Auralyn fu distrutto dall’impatto con una balena emersa all’improvviso. I Bailey riuscirono così a sopravvivere per quasi quattro mesi su un canotto di gomma prima che, ormai in fin di vita, li recuperasse un peschereccio sudcoreano. Sophie Elmhirst, giornalista specializzata in raffinati e approfonditissimi reportage, mette al servizio di questa storia realmente accaduta tutta la sua cura per il dettaglio. Il risultato è un libro avvincente su un naufragio, ma anche uno dei racconti più profondi e intelligenti sul matrimonio, “nella buona e nella cattiva sorte”, che possa capitare di leggere.
Tim Adams, The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati