◆ A più di una settimana dalla fine dell’ondata di caldo che ha colpito l’Europa alla fine di giugno tracciare un bilancio preciso delle vittime delle temperature estreme è ancora difficile. In Francia, uno dei paesi più colpiti, nella settimana tra il 22 e il 28 giugno sono stati registrati 2.025 decessi in più rispetto a quella precedente, un aumento del 29,1 per cento. In Belgio i morti in eccesso tra il 18 e il 29 giugno sono stati circa 530, mentre nei Paesi Bassi dall’inizio dell’ondata se ne sono contati poco meno di cinquecento. Ma le autorità sanitarie avvertono che si tratta di dati parziali e che i numeri reali potrebbero essere molto più alti. Basandosi su un suo studio recente, il climatologo statunitense Christopher Callahan ha stimato che complessivamente le vittime dell’ondata di caldo potrebbero essere più di ventimila, di cui oltre cinquemila in Francia e circa 2.700 in Italia, scrive New Scientist. L’epidemiologo polacco Marcin Walkowiak pensa che questa stima potrebbe essere eccessiva, perché si basa su dati raccolti tra il 2015 e il 2019 quando la popolazione europea era meno preparata agli effetti del caldo. D’altra parte Walkowiak sottolinea che ondate di caldo della stessa intensità tendono a essere più letali a giugno che alla fine dell’estate, quando i soggetti più vulnerabili sono già morti. L’analisi di Callahan inoltre considera solo i decessi immediati e non le conseguenze a più lungo termine, come l’aumento delle morti dovute alla violenza domestica, ai suicidi e ai problemi renali.
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Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati