Possiamo ancora fotografare Venezia o le rovine romane? Come riuscire ad andare oltre la superficie delle cose e cercare i cambiamenti, le relazioni tra paesaggi e persone nello spazio e nel tempo? Come trovare la giusta distanza nell’atto di fotografare? Sono solo alcune delle domande a cui un gruppo di fotografi ha provato a rispondere nel progetto intitolato Peninsula.

Muovendosi sulle orme di Viaggio in Italia, il celebre lavoro collettivo ideato da Luigi Ghirri nel 1984, Peninsula rappresenta un’importante novità per la quindicesima edizione del festival internazionale di fotografia Cortona on the move, che quest’anno, con il titolo Beautiful country, è interamente dedicato all’Italia e propone più di trenta mostre.

Per una di queste, la direttrice artistica Renata Ferri ha coinvolto dieci artisti italiani – Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo de Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato e Giovanna Silva – e li ha invitati a raccontare con estrema libertà il territorio che ci circonda, andando in profondità, lontano dagli stereotipi, per costruire un atlante del paesaggio contemporaneo, capire come è cambiato il nostro modo di guardare e, più in generale, riflettere sul ruolo della fotografia nel nostro rapporto con la realtà. A differenza di un’indagine documentaria tradizionale, i dieci progetti, commissionati appositamente per il festival, non cercano di offrire un ritratto esaustivo del paese. Si concentrano piuttosto su dettagli, tracce e processi spesso invisibili, osservando il paesaggio come il risultato di continue trasformazioni. Ecco una selezione di immagini tratte da alcuni dei lavori che compongono Peninsula. ◆

Via terra di Giorgio Di Noto. Un lavoro sul rapporto tra musei e territorio, tra rappresentazioni e ricostruzioni nel paesaggio in Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, seguendo idealmente la geografia della Magna Grecia.
Via terra di Giorgio Di Noto. Un lavoro sul rapporto tra musei e territorio, tra rappresentazioni e ricostruzioni nel paesaggio in Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, seguendo idealmente la geografia della Magna Grecia.
Via terra di Giorgio Di Noto. Un lavoro sul rapporto tra musei e territorio, tra rappresentazioni e ricostruzioni nel paesaggio in Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, seguendo idealmente la geografia della Magna Grecia.
Via terra di Giorgio Di Noto. Un lavoro sul rapporto tra musei e territorio, tra rappresentazioni e ricostruzioni nel paesaggio in Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, seguendo idealmente la geografia della Magna Grecia.
Maestrale, di Arianna Arcara. Tornando in Sardegna, nei luoghi della sua famiglia, Arcara si è lasciata guidare dagli incontri con le persone e i paesaggi per raccontare, se non proprio il vento, forse “ciò che rimane dopo il suo passaggio”.
Dalla serie Camera di risonanza di Giulia Parlato. Si tratta di un lavoro ancora in corso che partendo dalla Sicilia attraversa l’Italia invisibile del sottosuolo, quella “che esiste a pochi metri sotto i nostri piedi, dove affondano le radici, i nostri ricordi, miti e paure”, spiega Parlato. Dalle grotte di calcarenite ai coni vulcanici, dalle chiese scavate nella roccia ai rifugi antiaerei.
Versi liberi di Federico Clavarino. Come le parole di una poesia o i richiami degli animali, queste immagini sono “pezzi inarticolati di mondo”, scrive il fotografo, “vagiti, squittii, gorgheggi e schiamazzi (…). Cose di ogni giorno, dettagli dello sfondo sul quale si proiettano gli avvenimenti che consideriamo degni di nota”.
Versi liberi di Federico Clavarino. Come le parole di una poesia o i richiami degli animali, queste immagini sono “pezzi inarticolati di mondo”, scrive il fotografo, “vagiti, squittii, gorgheggi e schiamazzi (…). Cose di ogni giorno, dettagli dello sfondo sul quale si proiettano gli avvenimenti che consideriamo degni di nota”.
Versi liberi di Federico Clavarino. Come le parole di una poesia o i richiami degli animali, queste immagini sono “pezzi inarticolati di mondo”, scrive il fotografo, “vagiti, squittii, gorgheggi e schiamazzi (…). Cose di ogni giorno, dettagli dello sfondo sul quale si proiettano gli avvenimenti che consideriamo degni di nota”.
La mostra e il festival

◆ Il festival Cortona on the move si svolge dal 16 luglio al 1 novembre 2026. Propone più di trenta mostre quasi tutte allestite nei palazzi storici della cittadina toscana. I lavori esposti compongono un racconto corale dell’Italia contemporanea, seguendo il tema Beautiful country, scelto dalla nuova direttrice artistica Renata Ferri. Personali, collettive e progetti inediti mettono in relazione fotografi italiani e internazionali. Sono esposti, tra gli altri, i lavori di Gabriele Basilico in dialogo con Angelo Leonardo, Antonio Biasiucci, Silvia Camporesi, Candida Höfer, Sohei Nishino, Kourtney Roy e Joel Sternfeld. Oltre alle mostre, sono in programma incontri e letture portfolio. Peninsula, che raccoglie i lavori di Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo de Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato e Giovanna Silva, è un progetto originale di Cortona on the move, ideato da Renata Ferri e prodotto in partnership con Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia e Fondazione CR Firenze.


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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 58. Compra questo numero | Abbonati