Potere bianco

◆ Comincio a sfogliare Internazionale partendo dall’editoriale, poi arrivo alle foto e quando vedo quella di Cheney Orr (Internazionale 1673) mi fermo e non riesco a proseguire. Guardo la ragazza e mi chiedo a cosa starà pensando. Forse pensiamo la stessa cosa: come abbiamo potuto arrivare a questo punto?
Massimiliano

Come tenere a freno l’invidia e la gelosia

◆ L’articolo di Anna van den Breemer (Internazionale 1672) mi ha fatto pensare che in una società in cui le disuguaglianze sociali sono sempre più marcate, l’invidia maligna non è solo una mancanza di introspezione. È facile dire che chi fatica ad arrivare a fine mese non dovrebbe provare risentimento verso chi ha una Ferrari, ma è davvero così semplice? Per trasformare il successo altrui in ispirazione bisogna credere di avere l’opportunità di raggiungere quel traguardo. I social amplificano il confronto, mostrandoci continuamente vite di successo mentre ci ripetono che “se vuoi puoi”. La realtà però è più complessa: contano l’impegno, ma anche le opportunità e le condizioni di partenza.
Nicole Campagna

Per sentirsi in vacanza non serve partire

◆ Le vacanze sono un lusso (Internazionale 1673). Non tutti possono concedersele, e non solo per motivi economici: penso per esempio a chi deve assistere un familiare anziano o ammalato. Ma la vacanza in fondo è uno stato mentale, fortunato è chi lo raggiunge senza partire.
Francesca Santese

L’Iran di Marjane Satrapi

◆ Nell’articolo sull’artista franco-iraniana Marjane Satrapi (Internazionale 1669) si parla della rivoluzione in Iran del 1979 come “rivoluzione islamica”. Secondo me sarebbe più opportuno chiamarla rivoluzione iraniana vista la pluralità di forze che contribuirono alla cacciata del regime dello scià. Il fronte antimonarchico nel 1979 era composto da comunisti, liberali e in parte anche da forze religiose, che prevalsero solo in un secondo momento. Sembra una piccola differenza, ma cambia la lettura di quella fase storica. Chiamarla rivoluzione islamica è avallare una lettura imperialista che tende a ridurre un intero paese e un movimento di autodeterminazione popolare complesso al “paese degli ayatollah”.
Marta Vomiero

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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati