Novosibirsk, Russia, 3 luglio 2026 (Rostislav Netisov, Anadolu/Getty)

L’offerta mondiale di diesel è destinata a subire una forte contrazione dopo la ripresa della guerra contro l’Iran e la decisione della Russia di sospendere le esportazioni di carburante. Questo vuol dire “prezzi più alti per i trasporti e per chi lavora nelle campagne e quindi un’inflazione più alta per tutti”, spiega il Financial Times. Il Cremlino, in particolare, è stato costretto a bloccare le esportazioni (in tempi normali pari a circa ottocentomila barili al giorno di diesel), perché la disponibilità di carburante sul proprio territorio è ridotta bruscamente dagli attacchi dei droni ucraini contro le raffinerie di petrolio. In Europa il prezzo all’ingrosso del diesel è di 135 dollari al barile. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati